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Giochi della Gioventù, la Gilda: “Auspichiamo una revisione generale dell’attività sportiva nelle scuole”

Secondo la Gilda Insegnanti, i nuovi Giochi della Gioventù presentano criticità legate a risorse limitate, regolamenti complessi e scarso coinvolgimento dei docenti di scienze motorie...


La Gilda Insegnanti esprime perplessità sui nuovi Giochi della Gioventù, giudicando insufficienti le risorse previste e complessi i regolamenti attuativi. Il sindacato chiede una revisione complessiva del sistema che valorizzi il ruolo dei docenti di scienze motorie e garantisca maggiori opportunità agli studenti.

"I nuovi Giochi della Gioventù, voluti dal governo e definiti successivamente dal MIM, rappresentano l’ennesima soluzione sbagliata ad un problema sempre più impellente, assicurare un’adeguata attività sportiva agli alunni.


“Piuttosto che finanziare le scuole prevedendo anche il mantenimento dei docenti di scienze motorie per incentivare e coinvolgere i ragazzi all’attività sportiva, si incentivano iniziative che apriranno collaborazioni con enti privati e che metteranno ancora di più in difficoltà gli istituti scolastici ed a rischio lo svolgimento degli stessi Giochi della Gioventù”. E’ quanto ha dichiarato il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams Vito Carlo Castellana.


Pur allargando la platea dei destinatari a tutti gli alunni di scuola primaria, i già esigui finanziamenti previsti solo per le scuole secondarie di primo e secondo grado, non sono stati aumentati. I docenti avranno a disposizione solo poche ore all’anno per lo svolgimento delle attività, che quindi potranno coinvolgere pochi alunni e per un breve periodo.

Inoltre anche i più recenti regolamenti attuativi dei nuovi Giochi della Gioventù rischiano di creare ulteriori ostacoli alle scuole che vorranno comunque parteciparvi, prevedendo una serie di nuove categorizzazioni, di limiti alla partecipazione alle fasi successive a quelle d’istituto, di modalità partecipative differenti tra gli sport di squadra e quelli individuali, che di fatto creano ulteriori disparità di occasioni sportive per gli alunni, anche all’interno delle singole scuole.


“Auspichiamo – afferma Castellana - una revisione generale dell’attività sportiva nelle scuole che soprattutto renda protagonisti diretti gli insegnanti di scienze motorie. Inoltre è opportuno che i regolamenti attuativi tornino ad essere adeguati. Nel frattempo – ha concluso - suggeriamo alle scuole ed ai docenti di motoria intenzionati a svolgere comunque le attività di avviamento alla pratica sportiva, di promuovere se possibile qualche attività solo d’istituto, pur nei limiti delle scarse risorse economiche disponibili, che peraltro altrimenti andrebbero perse".





di CLAUDIO CASTAGNA




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