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Carta docente, nuove regole da fine febbraio: Anief chiede più fondi per tornare a 500 euro e includere precari e Ata

"Ripristino della Carta del docente a 500 euro effettivi, estensione ai supplenti ‘brevi e saltuari, inclusione del ... "


"Ripristino della Carta del docente a 500 euro effettivi, estensione ai supplenti ‘brevi e saltuari, inclusione del personale Ata nelle misure di formazione e welfare. Sono le richieste formulate dal sindacato Anief, all’indomani della decisione del Governo di non intervenire per evitare la riduzione, probabilmente a 390 euro annui, della Carta del docente, disponibile molto probabilmente dalla fine del mese per circa un milione di docenti di ruolo e precari con supplenza annuale, utile alla formazione del personale scolastico dal 2015 a seguito della Legge di riforma n. 107/15.


A ribadire nelle ultime ore la posizione dell’organizzazione sindacale autonoma è stato l’avvocato dell’Anief Walter Miceli, chiamato a chiarire i passaggi normativi che stanno alimentando incertezze e reazioni nel mondo della scuola: “siamo davanti ad un cambiamento della funzione della Carta del docente e non si potevano più escludere i docenti precari”. Miceli ha collocato le dichiarazioni in video del ministro Giuseppe Valditara all’interno di un quadro legislativo già definito: “Sono la conseguenza diretta – ha detto l’avvocato - di un mutamento normativo radicale”. Un cambiamento che non nasce da scelte amministrative, ma da una stratificazione di sentenze e interventi legislativi. E uno dei punti centrali riguarda l’allargamento della platea dei beneficiari. Il decreto include infatti circa 253 mila nuovi aventi diritto: supplenti con contratto in scadenza al 30 giugno, dopo quelli del 31 agosto, più il personale educativo. Categorie rimaste fuori dalla misura originaria.


Queste modifiche sono anche i motivi alla base della riduzione dell’importo della Carta del docente. Storicamente, la card dispone di una dotazione pari a circa 400 milioni di euro. La platea cresce, ma le risorse no. “È un’operazione aritmetica”, ha osservato Miceli. “Se aumentano i beneficiari e la dotazione resta invariata, l’importo pro capite non può che ridursi”. Non si tratta, quindi, di una materia negoziabile: “La dotazione finanziaria è stabilita da una legge dello Stato, non da un tavolo di contrattazione sindacale”, ha specificato il legale. Da qui la previsione di un bonus che potrebbe scendere sotto i 500 euro, forse attorno ai 400.


Ma le integrazioni dei beneficiari dimostrano anche che “la legge del 2015 presentava un vero difetto di fabbrica: l’esclusione di migliaia di insegnanti che svolgevano un servizio di pubblica utilità”. Ma l’allargamento della platea di beneficiari, ha precisato Miceli, non è arrivato spontaneamente: è il risultato, ha detto, di una lunga azione giudiziaria portata avanti anche dall’Anief: la sentenza della Corte di giustizia europea del 18 maggio 2022, che ha definito discriminatoria l’esclusione dei docenti a tempo determinato; la pronuncia della Cassazione del 2023, che ha esteso il diritto ai supplenti al 30 giugno; la sentenza della Corte di giustizia UE del 3 luglio 2025, che ha ritenuto illegittima l’esclusione dei supplenti brevi e saltuari. Su quest’ultimo punto, le supplenze di durata ridotta, Miceli ha sottolineato una lacuna: il legislatore non ha incluso automaticamente i supplenti brevi, che restano costretti a ricorrere al giudice per ottenere il bonus e gli arretrati.



Accanto alla riduzione dell’importo emerge un altro cambiamento rilevante. La carta non sarà più utilizzabile liberamente per l’acquisto di dispositivi digitali: gli acquisti di hardware e software saranno consentiti solo alla prima erogazione e poi ogni quattro anni. Chi ha beneficerà nel 2026 di tali spese, con le sommed ella Carta del docente 2025/25, potrà farlo ora, ma potrà poi rifarlo solo nel 2030.

Tra le novità più evidenti compare l’utilizzo della carta per spese di viaggio. Una scelta che, secondo Miceli, segna un passaggio di natura. “Qui c’è un mutamento radicale della carta del docente”, ha spiegato, collegando questa apertura ai fondi europei destinati alle scuole e non direttamente agli insegnanti.


Il ministro dell’Istruzione, infine, ha annunciato il recupero di 270 milioni di euro vincolati agli istituti scolastici. Risorse che saranno utilizzate per acquistare materiali da mettere a disposizione dei docenti. La stima, seppur approssimativa, parla di circa 240 euro per insegnante, sotto forma di pc concessi in comodato d’uso; libri; materiale didattico; software. E la gestione passerà dalle scuole, su richiesta del personale interessato. Secondo Miceli, questa impostazione anticipa uno scenario nuovo. “Si intravede una separazione tra formazione e welfare”, ha affermato. Con la formazione che verrebbe gestita dagli istituti scolastici, restando gratuita per i docenti. La Carta, invece, assumerebbe una funzione di sostegno al welfare, con utilizzi legati a trasporti, affitti, biglietti aerei. Una prospettiva che potrebbe includere anche il personale Ata: una eventualità che il sindacato Anief rivendica da tempo.


Anche secondo Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief che ha vinto il ricorso in Corte di giustizia europea per estendere il bonus anche ai supplenti al 30 giugno e che aveva chiesto 100 milioni di euro per non ridurre l'importo, “è importante che il ministro Giuseppe Valditara abbia trovato ulteriori risorse per 270 milioni di euro (38% di risorse in più), assegnate alle scuole proprio per le finalità originarie previste dalla legge (formazione del personale e utilizzo del materiale didattico).

Inoltre, l'idea poi di potere garantire a tutto il personale della scuola la spesa di tale bonus come Carta dei servizi, conferma l'attenzione a quel welfare recentemente introdotto con l’assicurazione sanitaria, senza togliere complessivamente la quota che da dieci è stata assegnata annualmente, quota che grazie ai nuovi servizi offerti dalle scuole aumenterà il portfolio in dotazione”, conclude il presidente Anief.

L’organizzazione sindacale Anief ricorda che rimangono aperte le vertenze legali per assegnare il bonus anche ai docenti supplenti brevi e saltuari. I ricorsi continuano ad essere attivati anche per tutti i docenti precari che negli anni passati hanno svolto supplenze annuali senza ricevere nulla per la loro formazione, come anche il personale Ata e gli educatori esclusi anche loro in modo illegittimo dalla Carta del docente".

Comunicato ANIEF


di LA REDAZIONE




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