Carta del Docente, 100 euro in meno ai docenti di ruolo per finanziare l’estensione a 200mila precari, questa è l'operazione del Ministero
- La Redazione

- 2 ore fa
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Fondo fermo a 441 milioni e platea più ampia: l’estensione ai precari avviene a risorse invariate e riduce l’importo individuale per i...

Negli ultimi giorni sta prendendo forma un dato che, se confermato, avrà un impatto immediato sulla Carta del Docente: l’importo annuale potrebbe scendere dai consueti 500 euro a circa 390–400 euro.
La ragione del dato è matematica, il fondo complessivo destinato alla Carta resta fermo a 441 milioni di euro, mentre la platea dei beneficiari si amplia, includendo anche una parte dei docenti precari con contratto al 30 giugno (e, secondo alcune ricostruzioni, i precari fino al termine delle lezioni). Quando i beneficiari aumentano e le risorse restano identiche, l’effetto è inevitabile: l’importo individuale si abbassa.
Il punto chiave: chi “perde” e chi la riceve per la prima volta
Qui è necessario essere chiari, perché altrimenti si crea una contrapposizione sbagliata.
Per i docenti precari interessati dall’estensione, la Carta viene riconosciuta per la prima volta. Non è quindi una “riduzione”, ma un accesso nuovo a una misura da cui erano stati esclusi.
La riduzione reale, invece, la subiscono i docenti di ruolo, che passerebbero da 500 euro a circa 390–400 euro.
Detto in modo figurato (ma sostanziale), quello che si sta verificando è uno spostamento di circa 100 euro dalla Carta dei docenti di ruolo alle nuove erogazioni della Carta del Docente ai precari. Non perché qualcuno “tolga” a qualcun altro, ma perché l’operazione avviene a budget invariato.
270 milioni in più” per le scuole annunciate dal Ministero
Nel comunicato che abbiamo dato ieri di ieri di Anief si parla di ulteriori 270 milioni di euro che il Ministero ha assegnato alle scuole per acquisti e formazione. È un’informazione importante, ma va letta per quello che è, non sono soldi aggiunti alla Carta del Docente individuale.
I 270 milioni andrebbero infatti alle scuole, per:
acquisto di pc, libri, corsi e materiali;
gestione delle pratiche (anche con supporto al personale amministrativo);
attività formative organizzate a livello d’istituto.
Sarà una cosa buona? Certamente quando si investe nella scuola la risposta è sempre positiva. Ma non va utilizzata per spostare l'attenzione da una riduzione oggettiva della Card. Mentre la Carta del Docente è un budget individuale i fondi alle scuole sono una spesa centralizzata che passa da procedure interne, priorità d’istituto e disponibilità amministrative.
Il tema, dunque, riguarda la destinazione delle risorse: mantenere i 500 euro sarebbe stato possibile intervenendo direttamente sul fondo della Carta del Docente, con un impegno finanziario contenuto e inferiore rispetto alle somme complessivamente stanziate su altri capitoli.
Nessuna guerra tra docenti: il diritto dei precari è sacrosanto
C’è un’altra cosa che va detta con la stessa fermezza, non esistono docenti di serie A e docenti di serie B.
Per questo motivo, in tutta Italia, i tribunali hanno accolto i ricorsi dei precari sulla Carta del Docente. L’esclusione non era più difendibile. È quindi giusto che la Carta venga riconosciuta anche ai docenti precari interessati.
Il problema non è “chi la riceve”. Il problema è come si finanzia l’estensione. Se estendi un diritto, la strada corretta è semplice, aumenti le risorse per mantenere invariata la soglia individuale. Invece, se il fondo resta fermo e la platea cresce, l’estensione viene pagata con una riduzione per chi già la percepiva.
In altre parole: non è una lotta tra docenti di ruolo e docenti precari. È una questione di scelte di bilancio.
di LA REDAZIONE






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