VALDITARA INCONTRERÀ LA FAMIGLIA DI PAOLO, IL GIOVANE 15ENNE VITTIMA DI BULLISMO. AI SUOI COMPAGNI SCRISSE “TENETEMI IL POSTO”...
- La Redazione

- 16 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
“Il 15enne veniva deriso per la sua corporatura esile e per i suoi lunghi capelli biondi. Paolo, un ragazzino buono...”

Arrivano rabbia, delusione e sconforto quando un genitore prova in tutti i modi a proteggere il proprio figlio senza risultati. Oggi, nel Santuario dei Santi Cosma e Damiano, si sono svolti i funerali di Paolo, 15 anni, che si è tolto la vita nella sua cameretta a causa delle continue vessazioni ricevute dai compagni di scuola.
L’ennesimo episodio di bullismo. I genitori di Paolo avevano più volte chiesto aiuto alla giustizia, presentando denunce ai carabinieri e numerose segnalazioni. La storia ha avuto inizio cinque anni fa, quando il ragazzo frequentava la quinta elementare dell’istituto Rossi e i suoi genitori, esausti, presentarono la prima denuncia. Secondo la famiglia, le loro richieste non sono mai state pienamente prese in considerazione e non hanno mai ricevuto l’ausilio dei servizi sociali.
Il 15enne veniva deriso per la sua corporatura esile e per i lunghi capelli biondi. Paolo era un ragazzo buono, dall’animo molto sensibile, appassionato di batteria e basso. Dopo la prima denuncia, è stato trasferito in un altro istituto, ma gli episodi di bullismo non si sono placati. Anche nella scuola superiore, Paolo non è riuscito a trovare un ambiente sereno e accogliente per la sua personalità.
Al momento le indagini proseguono senza sosta. La procura di Cassino ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio e sono stati sequestrati pc e smartphone di Paolo e dei suoi compagni, alla ricerca di messaggi, chiamate o chat utili a ricostruire la dinamica dei fatti. Finora, agli investigatori è balzata agli occhi una frase scritta da Paolo nel gruppo di classe: “Se dovessi arrivare tardi, tenetemi il posto”.
Il fratello del giovane ha inviato una lettera anche al ministro Valditara, che ha chiesto di incontrare personalmente la famiglia. Gli investigatori dovranno chiarire come le scuole, i dirigenti, i maestri, gli educatori e gli inquirenti abbiano gestito questi anni di sofferenza e se fosse possibile fare qualcosa di più per proteggere Paolo. Durante la celebrazione dei funerali erano presenti anche alcuni compagni di classe, alcuni con un fiore bianco in mano, in un silenzioso gesto di addio.
di NATALIA SESSA






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