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Pittoni: "Doppio canale per tutti, nessuno escluso: dagli elenchi regionali ai precari storici con 3 anni di servizio. Basta a selezionifici senza fine".

Il responsabile Istruzione della Lega critica le procedure di reclutamento troppo lunghe e costose e rilancia il doppio canale come alternativa al sistema dei concorsi infiniti...


Negli ultimi anni il reclutamento dei docenti si è trasformato in un percorso sempre più lungo e complesso, scandito da concorsi ripetuti, procedure selettive discontinue e da una vera e propria corsa all’accumulo di titoli e punteggi. Un sistema che, per molti insegnanti, si è tradotto in anni di attesa, precarietà e investimenti economici rilevanti tra corsi, certificazioni e percorsi formativi spesso costosi, necessari non tanto per insegnare meglio, quanto per restare competitivi nelle graduatorie.


È proprio a questo meccanismo, percepito come logorante e poco efficace, che fa riferimento il senatore Mario Pittoni, quando parla di “selezionifici senza fine” e richiama la necessità di superare un modello di reclutamento che rischia di gravare più sui docenti che sul reale miglioramento del sistema scolastico. Su questo punto Mario Pittoni sottolinea la necessità di superare procedure di reclutamento lunghe e frammentate: «Sull'assegnazione agli idonei Pnrr delle graduatorie ad esaurimento abbiamo incontrato difficoltà, che abbiamo comunque aggirato con gli elenchi regionali senza scadenza, i quali hanno una particolarità non di poco conto: rappresentano la prima apertura della Commissione europea a forme di reclutamento "strutturali" che non prevedano ulteriori prove selettive.

Abbiamo cioè gettato le basi affinché chi desidera intraprendere la carriera del docente non si ritrovi più a entrare in una sorta di "selezionificio" senza fine. Un percorso lungo, complesso e costoso che troppe volte non ha garantito l'ingresso stabile nel sistema scolastico, ma solo anni di precariato e continui passaggi da una procedura all’altra. Adesso l'attenzione si sposta sul cosiddetto "precariato storico" a partire dalle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), che per un certo periodo hanno consentito l'accesso al ruolo sia sul sostegno che per posto comune. Tale possibilità è stata poi limitata al sostegno. Ma l'importante è che disponiamo di un precedente significativo nello sviluppo del progetto di diversificazione del reclutamento degli insegnanti.

L'accesso al ruolo da GPS, ispirato all'articolo 59 della Legge 106 del 23 luglio 2021, conversione del Decreto-Legge 73/2021 Sostegni bis prorogato da ultimo con Decreto-Legge 19/2024, è infatti a tutti gli effetti un tassello già collaudato del meccanismo presente nel mio ddl 1920/2020 sul doppio canale di reclutamento dei docenti, al quale da tempo si guarda in funzione dell'obiettivo di garantire che nessuna categoria resti esclusa dalla possibilità di puntare al ruolo».

Le parole di Pittoni intercettano un malessere diffuso tra migliaia di docenti che, negli ultimi anni, hanno vissuto il reclutamento come una sequenza di prove, titoli e attese, più che come un percorso professionale strutturato.

Il nodo resta aperto, trasformare davvero queste aperture in un sistema capace di garantire stabilità, equità e accesso al ruolo senza alimentare nuove forme di precarietà mascherata. Per molti insegnanti, la vera svolta non sarà l’eliminazione delle selezioni, ma il superamento di un modello che ha reso l’ingresso nella scuola una gara lunga, costosa e spesso frustrante.




di LA REDAZIONE




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