Pensioni, cosa succede a gennaio e febbraio? Dopo l’incremento di dicembre tra tredicesima e bonus, come cambiano gli importi nei primi mesi del 2026
- La Redazione

- 14 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Dopo il cedolino “ricco” di dicembre, molti pensionati potrebbero trovarsi di fronte a importi diversi a gennaio e febbraio: ecco perché...

L’assegno del mese di dicembre per molti pensionati è stato ricco, grazie alla tredicesima, all’assenza di trattenute addizionali regionali o comunali e all’erogazione di “un importo aggiuntivo legato alla rivalutazione e ai conguagli di fine anno” ( circa 150 euro in più). Ma l’inizio dell’anno 2026 potrebbe però nascondere brutte sorprese.
Da gennaio infatti sull’assegno pensionistico scatterà la rivalutazione 2026 pari all’1,4%. Inoltre potrebbero esserci delle riduzioni importanti a causa dei conguagli fiscali da parte di Inps. E questo potrebbe verificarsi anche nel mese di febbraio.
Il pagamento della pensione del mese di gennaio slitterà di qualche giorno, Poste italiane consente di riscuoterlo giorno 3 gennaio, mentre, gli istituti bancari permetteranno l’erogazione da giorno 5 gennaio ( da quanto riportato nel calendario provvisorio ).
In realtà il “possibile azzeramento del rateo mensile” di gennaio si presenta ogni anno. Perché a gennaio l’INPS effettua il ricalcolo delle ritenute dell’anno precedente, in particolare di Irpef, addizionale regionale e comunale a saldo. L’Inps ha spiegato perché queste verifiche potrebbero portare all'azzeramento dell’assegno di gennaio 2026: “laddove le imposte siano pari o superiori all’importo del rateo mensile in pagamento”.
L'esenzione dell'azzeramento “in genere riguarda pensionati con redditi medio-bassi, per i quali i conguagli vengono rateizzati”. In questo caso il ricalcolo Irpef è un conguaglio a debito e l'INPS può attivare la rateazione che può essere estesa fino al mese di novembre.
Le trattenute addizionali regionali e comunali, invece, sono effettuate in 11 rate nell’anno successivo a quello cui si riferiscono; le somme conguagliate verranno certificate nella Certificazione Unica 2026.
Alcune prestazioni non subiscono variazioni di questo tipo come ad esempio: prestazioni di invalidità civile, pensioni o assegni sociali.
Inoltre ricordiamo che le prestazioni di accompagnamento alla pensione, come gli assegni straordinari, isopensione, indennità di espansione e Ape sociale, non vengono rivalutate (rivalutazione delle pensioni pari allo 1,4%) , poiché non hanno natura di prestazione pensionistica. Le operazioni di rivalutazione possono generare conguagli a credito o a debito relativi agli assegni pensionistici ricevuti nel 2025.
Voce | Cosa succede | Quando |
Rivalutazione pensioni 2026 | Aumento dell’assegno pari all’1,4% | Da gennaio 2026 |
Conguagli fiscali INPS | Possibili riduzioni dell’importo per recupero Irpef e addizionali | Gennaio 2026 |
Ulteriori conguagli | Eventuali trattenute residue | Febbraio 2026 |
di LA REDAZIONE
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