PENSIONE ANTICIPATA A 60 ANNI CON RISCATTO AGEVOLATO DELLA LAUREA A 900 EURO: quali sono i BENEFICI per DOCENTI E ATA. È davvero così conveniente? Ecco alcune SIMULAZIONI utili per vederci più chiaro
- La Redazione

- 26 set
- Tempo di lettura: 3 min
La questione riguardante la pensione anticipata a 60 anni di età anche per il personale della scuola con riscatto agevolato della laurea a...

La questione riguardante la pensione anticipata a 60 anni di età anche per il personale della scuola con riscatto agevolato della laurea a 900 euro l'anno, anziché gli attuali 6.076, appare davvero interessante e merita senz'altro un'attenta riflessione.
Facciamo riferimento al disegno di legge Bucalo presentato dalla senatrice Carmela Bucalo, esponente di Fratelli d’Italia, che consentirebbe proprio il riscatto di laurea a costi notevolmente ridotti. L’obiettivo è quello di “agevolare il turn over del personale, contrastare il burnout, favorire il ricambio generazionale, incentivare la formazione post-secondaria, ridare dignità al personale del comparto istruzione e ricerca e introdurre misure di welfare adeguato", così come enunciato nel testo.
Il sindacato Anief, in merito, ha promosso una petizione che ha già raccolto circa 120.000 firme.
Ma come si potrebbe accedere alla pensione anticipata a 60 anni di età e quali sarebbero i benefici reali per Docenti e ATA?
Facciamo chiarezza insieme, fornendo utili chiarimenti in materia.
Il riscatto della laurea ad oggi appare davvero molto oneroso: riscattare un solo anno universitario costa oltre 6.000 euro; dunque per un percorso di cinque anni l'importo complessivo da sostenere è pari ad oltre 30.000 euro.
Si tratta di cifre molto elevate e non tutti possono permetterselo.
Il disegno di legge Bucalo propone, invece, una riduzione dell’aliquota al 5%: ciò comporterebbe che ogni anno di università potrebbe essere riscattato con poco più di 900 euro. Un costo sicuramente più accessibile che garantirebbe il pensionamento anticipato intorno ai 60 anni. Con il riscatto agevolato, infatti, gli uomini potrebbero lasciare il servizio dopo 37 anni di contributi, mentre le donne dopo 36 anni.
Il sistema di computo agevolato si applica al personale del comparto istruzione e ricerca con contratto a tempo indeterminato o determinato, a qualsiasi titolo, nonché a quello temporaneamente non occupato.
La proposta di legge, ad ogni modo, è in attesa di calendarizzazione in Commissione Affari sociali del Senato entro fine marzo.
Tale disegno di legge, qualora venisse approvato, consentirebbe di preservare la dignità di docenti, ricercatori e personale ATA che potrebbero così andare in pensione a 60 anni senza arrivare esausti o a rischio di burnout alla fine della carriera.
VANTAGGI IMMEDIATI? ECCO LE SIMULAZIONI PRATICHE
Analizziamo assieme però quali potrebbero essere i vantaggi immediati attraverso alcune simulazioni pratiche realizzate da 'La Repubblica'.
Maria, insegnante con 32 anni di contributi, potrebbe riscattare la laurea quadriennale spendendo 3.600 euro invece di 24mila, uscendo dal lavoro a 60 anni. Ma quale sarà il prezzo da pagare? Una riduzione dell’assegno pensionistico da 1.550 a 1.350 euro mensili, equivalente a una perdita di circa 48mila euro in vent’anni.
Luca, professore di matematica, vedrebbe la sua pensione diminuire da 1.650 a 1.480 euro, perdendo oltre 40mila euro nel lungo periodo.
Dunque si avrebbero dei vantaggi immediati ma degli assegni pensionistici ridotti.
di VALENTINA TROPEA
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