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Maria Rita Parsi: "Il ricordo è vita e non può essere negato. È ciò che ci rende immortali"

Maria Rita Parsi riflette sul significato del ricordo, sui legami che non si spezzano con l’assenza e su quella forma di vita che continua a esistere nella memoria...

A distanza di pochi giorni dalla scomparsa di Maria Rita Parsi, continuiamo a tornare alle sue parole, per tenere vivo il suo ricordo e per continuare a divulgare il suo pensiero ai nostri lettori. Ci sono legami che non finiscono con l’assenza. Cambiano forma.

“Il piccolo principe, vuole giocare con la volpe, la quale gli dice no, mi dispiace prima mi devi addomesticare, che vuol dire addomesticare? Vuol dire che ci incontriamo ad un certo orario, in un certo luogo, parliamo, ci conosciamo, in pratica quello che accade nella vita degli esseri umani”, queste sono le parole della psicoterapeuta Maria Rita Parsi, che attraverso il racconto del Piccolo Principe parla del rapporto tra gli esseri umani e di ciò che resta quando la presenza fisica viene meno.

L’esperta rifacendosi all'aneddoto tratto dal celebre racconto, si soffermò sul significato profondo della parola “addomesticare”. Un termine che spesso viene interpretato in modo brusco, ma che in realtà rappresenta l’inizio di una conoscenza: quel momento delicato in cui due sconosciuti imparano ad abituarsi alla presenza dell’altro. Continua l’esperta: “Quando tu conosci qualcun altro e inizi il famoso “gioco”, gioco nel senso di incontrare un'altra persona, ci parli, la conosci. Ma fino a quando ? Dice la volpe al piccolo principe: “fino a quando io sarò per te importante, tu mi conoscerai e tu sarai per me importante, io ti conoscerò”. 

In queste parole è racchiuso qualcosa che, nel tempo, sembra essersi un po’ smarrito, il valore degli affetti e il senso profondo dei legami. Oggi si costruisce meno, si ha meno desiderio di conoscere davvero, e l’illusione che altrove possano esistere rapporti migliori rischia di indebolire quelli che già viviamo. Eppure, quando un legame è autentico, è proprio nella distanza, nella sofferenza e nel distacco che comprendiamo quanto quell’abitudine sia diventata importante per noi.

Infatti, continua Parsi: “Dice il piccolo principe “ma poi io me ne andrò” e la volpe risponde “ed io piangerò”. Ma allora, domandò il piccolo principe, che cosa ci guadagni a fare tutti questi incontri, queste cose, a entrare in una relazione? Cosa ci guadagni se me ne andrò? Ci guadagno il colore del grano. Che cos'è il colore del grano? Il colore del grano è il colore che le spighe di grano illuminate dal sole durante l'estate rimandano e che è simile al colore biondo dei capelli del piccolo principe. La volpe sta parlando dei ricordi. Io me ne andrò. Io piangerò, ma cosa ci guadagni? Ci guadagno i ricordi”. Non conta quanto tempo passiamo insieme ad una persona, ma la qualità di ciò che viviamo insieme, cosa ci lascia e ciò che siamo stati capaci di lasciare a lei.

È uno scambio che ne deve valere la pena. I ricordi sono un dono prezioso nei momenti difficili della vita, soprattutto quando dobbiamo affrontare una lontananza forzata, alla quale è difficile porre rimedio come nel caso di un lutto. A tal proposito conclude la psicoterapeuta: “Il messaggio che posso dare a chi ha perso un figlio, una figlia, a chi ha perso in generale una persona, qualcuno che muore prima che tu finisca il tuo percorso e non te l'aspettavi, consiglio i ricordi, consiglio il colore del grano. Il grano è la possibilità di portare nel cuore tutto quello che, nel bene e nel male, abbiamo vissuto in compagnia di quella persona. Con tutti i risvolti, con tutti gli aspetti, con tutto quello che possiamo elaborare. Il ricordo ci permette di mantenere in vita qualcosa che nella vita quotidiana non c'è più, è morto. Il ricordo è la forma di vita che assolutamente non può essere negata, non può essere sconfitta. C'è una maniera di essere immortali: il ricordo”.

È nei momenti vissuti insieme che una persona continua ad abitare la nostra vita. Nei gesti, nelle parole che tornano alla mente nei momenti di vuoto, in quel pensiero improvviso capace di far affiorare un sorriso lieve. Nessuno muore davvero nel ricordo: ed è in questo spazio silenzioso e profondo che il pensiero di Maria Rita Parsi continua a restare.



di NATALIA SESSA

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