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GPS 2026/2028, quando la scelta di una scuola diventa un problema: differenze tra istituto e plesso, il ruolo del DS in questi casi. Facciamo chiarezza

Nelle GPS e nelle 150 preferenze si scelgono gli istituti, non le singole sedi: perché la destinazione del plesso spetta...


Visto l’avvicinarsi dell’aggiornamento delle GPS, riteniamo opportuno chiarire un quesito che ci è stato posto nel settembre dello scorso anno scolastico e che riguarda una situazione nella quale si possono trovare soprattutto i docenti al loro primo incarico.

"Gentile redazione, sono una docente di scuola primaria, vivo in Calabria. Ho scelto una scuola che ritenevo comoda da raggiungere, ma quando sono andata a prendere servizio la dirigente mi ha comunicato una sede della stessa scuola che si trova in un paese diverso situato a circa dieci chilometri di distanza. Il problema non è tanto la distanza, quanto il fatto che la scuola si trovi in collina e non sia servita da mezzi pubblici. Non avendo la patente, mi trovo in una reale difficoltà. La cattedra ho dovuto comunque accettarla perché ho necessità di lavorare. È possibile fare qualcosa per opporsi a tale decisione?"


Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze sono attese da molti docenti e aspiranti docenti perché offrono concrete possibilità di inserimento lavorativo. Tra la scelta delle scuole nelle graduatorie d’istituto e, successivamente, la domanda delle 150 preferenze, le opportunità di supplenza non mancano.

Tuttavia, è fondamentale prestare attenzione a un aspetto spesso sottovalutato. Quando si parla di scuola, infatti, si tende a pensare al comune dove è situata. Entriamo nel dettaglio.

Quando si compila la domanda GPS, è possibile inserire oltre ai titoli in possesso ( titolo di accesso, titoli culturali, servizi, eventuali titoli di riserva e preferenze previste dalla normativa) le scuole, indicandole nella sezione dedicata alle graduatorie d’istituto. La compilazione di questa parte consente di ricevere incarichi anche da tali elenchi, ma solo per supplenze brevi e saltuarie. È possibile indicare fino a venti scuole, che però sono istituti scolastici e non singoli plessi. Ogni istituto può comprendere più sedi, anche collocate in comuni diversi.

Successivamente alle GPS arriva il momento della domanda per le 150 preferenze. Questa procedura consente di ottenere incarichi a tempo determinato al 31 agosto o al 30 giugno e permette di esprimere un ordine di preferenza tra scuole, comuni, distretti o l’intera provincia scelta in fase GPS.

Ma quindi, come funziona concretamente?

In entrambi i casi, supplenze brevi o incarichi annuali, la preferenza riguarda sempre gli istituti scolastici e non i singoli plessi. Di conseguenza, una volta ricevuta la nomina, sarà ancora il Dirigente Scolastico a destinare il supplente nello specifico plesso in cui presterà servizio.

La situazione descritta dalla docente non è quindi frutto di un errore, ma l’effetto di un sistema che richiede particolare attenzione nella fase di scelta degli istituti. Quindi la docente che ci ha posto il quesito non può opporsi alla decisione della DS. Quel che può fare è far presente le difficoltà oggettive alle quali va incontro per un intero anno scolastico. È importante capire che accettare una supplenza significa, di fatto, rendersi disponibili per tutte le sedi afferenti a quell’istituto, indipendentemente dalla distanza o dalla presenza di collegamenti.

Comprendere questo meccanismo, in particolare per chi si candida al primo incarico, prima dell’aggiornamento GPS può evitare difficoltà concrete dopo la nomina, soprattutto per chi ha vincoli di mobilità o non dispone di un mezzo proprio.




di NATALIA SESSA




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