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Carta docente, il tribunale di Modena riconosce a un precario il diritto a percepire 2.500 euro relativi a 5 anni di servizio nella scuola pubblica. Pacifico (Anief): “basta con le discriminazioni”

"Ricordiamo che a fronte della mancata o tardiva esecuzione delle sentenze sulla Carta del Docente o degli altri risarcimenti disposti dalle ... "


“Il Tribunale di Modena, nella persona del Giudice del Lavoro, definitivamente decidendo, ogni contraria istanza, domanda ed eccezione respinta: 1) dichiara il diritto di parte ricorrente a usufruire della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente dell’importo nominale di euro 500 annui per gli anni scolastici indicati in ricorso, alle medesime condizioni dei docenti a tempo indeterminato e, per l’effetto, condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito a consentirle la fruizione della suddetta Carta elettronica alle medesime condizioni dei docenti assunti con contratto a tempo indeterminato per tali anni scolastici.


Oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell’art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all’accredito del beneficio per ciascun singolo anno di riferimento sino alla sua concreta attribuzione; 2) condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento delle spese di lite in favore di parte ricorrente, che liquida nella complessiva somma di €. 941,00, oltre accessori come per legge e spese di contributo unificato; dispone la distrazione delle spese di lite in favore dei procuratori attorei, dichiaratisi antistatari”. Questa la sentenza che riconosce il diritto a un ricorrente a vedersi riconosciuti 2.500 euro relativi a 5 annualità.


Il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, sottolinea come “sempre più giudici danno ragione ai nostri avvocati. Ricordiamo che a fronte della mancata o tardiva esecuzione delle sentenze sulla Carta del Docente o degli altri risarcimenti disposti dalle autorità giudicanti, i ricorrenti possono azionare il giudizio di ottemperanza e chiedere la nomina del commissario ad acta, affinché l’Amministrazione sia concretamente vincolata al rispetto del giudicato: l’ufficio legale Anief sta già contattando i propri ricorrenti al fine di esercitare gratuitamente il diritto all’aggiornamento”.


Il sindacato Anief si rivolge, in particolare, al personale docente che ha svolto supplenze a seguito di contratti a tempo determinato: questi lavoratori possono sempre rivolgersi alle sedi sindacali per avviare i ricorsi individuali volti a ottenere il riconoscimento della Carta del Docente, così da ottener il risarcimento del danno subito.

Per informazioni e assistenza, è possibile contattare le sedi territoriali ANIEF o consultare il sito www.anief.org 

Per aderire direttamente al ricorso cliccare qui.





di LA REDAZIONE




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