Novara: "Metti a posto i giocattoli" non funziona? Riordinare, pulire non devono diventare un peso ma occasioni di collaborazione e condivisione in famiglia
- La Redazione

- 23 set
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 24 set
“Metti a posto i giocattoli» non funziona, è un comando che il bambino non è in grado di eseguire. Fino ai 6 anni questo tipo di richiesta di obbedienza sostanzialmente passiva non funziona...”

Molti genitori quando vedono un figlio non collaborare in casa, nelle piccole abitudini quotidiane si lamentano e questo modo denota il semplice fatto che non hanno i mezzi per arrivare al bambino, per farsi capire e di conseguenza farsi aiutare.
L’esperto di pedagogia Daniele Novara, accende un faro proprio su questo argomento e a tal proposito domanda: “Voi siete tra i genitori che si lamentano perché i bambini non mettono in ordine i giochi? Spesso la frase: «Metti a posto i giocattoli» non funziona, è un comando che il bambino non è in grado di eseguire. Fino ai 6 anni questo tipo di richiesta di obbedienza sostanzialmente passiva non funziona, perché il bambino in questa fase della vita è dominato da un pensiero dicotomico molto forte , "O è nero o è bianco”. Come afferma l'esperto, per un bambino è difficile eseguire i comandi, fino all’età di 6 anni non ha ancora compiuto tutte le sue abilità e soprattutto , magari, non ha mai prestato attenzione quando lo ha visto fare.
Il comando non viene recepito come tale solo se diventa pian piano un’abitudine, sana però, non rimproverante. I bambini sono delle piccole spugne apprendono facilmente dall’esempio, infatti come dichiara Novara: “I bambini hanno bisogno di vedere come si fa, imparano imitando, quindi fatelo con loro, dite: «Adesso sistemiamo i giochi ». Certo all’inizio sistemerete maggiormente voi, ma non preoccupatevi: presto sarà il piccolo a voler finire prima”.
Se il genitore è scocciato, un bambino lo sente, per cui attività come riordinare, pulire non devono diventare un peso ma occasioni di collaborazione e condivisione in famiglia. Questa abitudine gli sarà di grande aiuto anche quando sarà grande non solo per l’atto di riordinare in sé, ma perché crescerà sapendo che ci sono degli impegni da adempiere quando si diventa grandi.
“Il bambino ha comunque bisogno di trovare i suoi giochi nello stesso posto, quindi sarebbe opportuno avere una cesta o una scatola per ogni gioco e non lasciare che vengano buttati tutti in un grande contenitore, così il bimbo avrà la possibilità di ritrovarli da solo. Ben presto imparerà che ogni cosa ha un posto e quando sarà più grandicello vi aiuterà a riordinare, finché non sarà in grado di farlo in autonomia: l’ordine è qualcosa che si impara gradualmente, non a comando”. Per cui, è vero che a volte il carico emotivo prende il sopravvento, è normale arrabbiarsi, ogni tanto perdere la pazienza, ma l’obiettivo ultimo deve essere quello di crescere bambini autonomi ed indipendenti e per farlo occorre tempo e tanta pazienza.
di NATALIA SESSA






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