Crepet: “Prima di giudicare guardiamoci. Separare un figlio dai genitori è sempre un trauma”. Si riapre il dibattito sull’equilibrio educativo e sull'importanza della presenza genitoriale
- La Redazione

- 28 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Crepet: “Davvero sappiamo cosa rende un genitore presente?” Una domanda che ci costringe a guardarci dentro e a riflettere sul valore della relazione e dell’equilibrio educativo.

Paolo Crepet, noto psichiatra e sociologo, ci invita a spostare lo sguardo. Secondo l'esperto l’attenzione mediatica sull'allontanamento dei 3 bambini dalla loro famiglia è sproporzionata rispetto ai tanti casi di difficoltà familiare presenti nelle nostre città.
Le sue parole sono molto chiare:" Sarebbe bello se il 90% dell’attenzione rivolta alla famiglia che abita nel bosco di Palmoli la dedicassimo anche a chi vive in condizioni diverse, ma non per questo migliori".
Lo psichiatra non mette in discussione il lavoro del tribunale, ma ammette di avere molti dubbi. E soprattutto ricorda un aspetto troppo spesso trascurato:
"Per un bambino, essere separati dai genitori è un trauma enorme, un taglio che rischia di lasciare una cicatrice per tutta la vita." È su questo che, secondo Crepet, dovrebbe concentrarsi la discussione pubblica.
Uno dei passaggi più discussi dell’intervista è la provocazione che Crepet lancia alla società: “Fatemi capire: i genitori che stanno sui social tutto il giorno a farsi i fatti loro – e non parlano mai con i figli – vanno bene, mentre chi vive libero nei boschi no?” Un paradosso che ci riguarda tutti.
Una frase che colpisce perché apre una domanda scomoda: cosa consideriamo davvero “normale” in una famiglia?
La casa isolata fa scalpore. Il genitore che passa ore sul telefono, invece, non fa più notizia. Eppure, secondo Crepet, la vera misura della genitorialità non è il luogo, ma la qualità della relazione. In definitiva l'analisi di Crepet va oltre il caso specifico, non è una difesa cieca della vita nei boschi, né una condanna della città. È un invito a guardare più a fondo.
Le sue parole lo spiegano con semplicità: “Non è una questione di bosco o città, ma una questione di equilibrio.”
Equilibrio nella presenza, nell’ascolto, nelle regole, nel tempo che si dedica ai figli. Equilibrio nel comprendere quando intervenire e quando sostenere.
La storia di Palmoli non è solo un caso di cronaca ma è una vicenda che interroga tutti. È uno specchio del nostro modo di giudicare ciò che è diverso e di ciò che, invece, riteniamo normale solo perché è abituato.
Crepet non dà risposte definitive. Ci invita a fare una cosa molto più difficile: sospendere il giudizio, guardare ai bambini prima che allo stile di vita e ricordarci che una relazione educativa non nasce dal luogo in cui viviamo, ma dalla presenza reale degli adulti.
di La Redazione






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Grazie Dtr. crepet per ricordare ciò che e veramente importante per il bambino , non e questione di luogo ma di rapporto genitori figli. Purtroppo per me io ho vissuto questa separazione sulla mia pelle. Emigrati in Francia e mia madre era malata, mio padre doveva lavorare di conseguenza ci hanno affidato con mio fratello ad una famiglia francese all,età di anni 4 e 3 per mio fratello e ricordo ancora oggi all'età di 70 anni il dolore di questa separazione se pure temporanea fin o alla guarigione di mia madre.y
Assolutamente d'accordo nn potrebbe essere più logico di cosi. Grazie