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Galimberti: “Un bambino amato diventa un adulto che sa amare. Lo sguardo dei genitori nutrono un figlio, ma cosa succede quando quello sguardo manca proprio nei momenti più importanti?”

Aggiornamento: 22 nov 2025

È vero che nella vita occorre realizzare se stessi, ma secondo Galimberti avere un testimone, qualcuno che ti osserva, cambia davvero come viviamo i nostri successi. Infatti…

Come può un genitore trasmettere sentimenti e mappe emotive al proprio figlio, come può appassionarlo? A questa domanda fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei bambini ha trovato risposta l’esperto di filosofia Umberto Galimberti. È opportuno, innanzitutto, chiarire che i sentimenti e le mappe emotive non si trasmettono geneticamente ma si apprendono nel corso della vita, con esperienze, studi e con lo stare in società.


A tal proposito Galimberti afferma: “Sai, le passioni nascono da profondi investimenti emozionali”, che riguardano la forza motrice che è in grado di far accadere le cose. Questo vero e proprio investimento emozionale è responsabilità della madre, del padre e dei nonni, loro hanno la capacità di trasmettere e far sentire queste forti emozioni. Quando un bambino deve apprendere, deve studiare, deve applicarsi - continua l’esperto - “ deve sentirsi amato e deve sentire che le parole della mamma o del padre sono importanti”. 

Spesso, nello scenario contemporaneo, che ci descrive l’esperto, questo accade poco, sopraffatti dalle incombenze quotidiane non riusciamo in tale direzione.

Non riusciamo a trasmettergli la nostra presenza autentica, riusciamo solo a dare loro una presenza sterile, volta ad alleviare la nostra coscienza proprio a causa del tempo che non siamo più in grado di dedicare a ciò che è davvero importante. Come afferma l’esperto questa non è una colpa, è uno scenario comune, che capita in molte famiglie. In qualche modo si può recuperare, con una piccola accortezza, che però per i figli può significare davvero molto: “I bambini non hanno bisogno di tanto tempo per essere guardati, ogni tanto occorre farlo perché a loro serve un testimone di vita. Cioè tu quando sei al mondo hai bisogno di essere guardato da qualcuno ”.

È vero che nella vita occorre realizzare e rendere felici se stessi, ma secondo Galimberti, quando hai un testimone, quando qualcuno osserva i tuoi successi tutto acquista un altro sapore, vivi le tue vittorie personali in maniera diversa. A tal proposito afferma: “Hai capito quante cose fai perché uno ti guarda? Lo sguardo è il primo processo di socializzazione. Il bambino appena incomincia ad aprire gli occhietti - inteso che riesce a vedere e a mettere a fuoco, capacità che si perfeziona tra 1 e 3 mesi dalla nascita - e incontra lo sguardo della mamma, una della prima cosa che fa è ridere. Perché entra nella socializzazione, esce dalla solitudine”.

Il potere della testimonianza è immenso, perché : “Noi viviamo se qualcuno ci guarda, se qualcuno ci fa da testimone quando non hai più nessun testimone puoi avere anche sei milioni di persone che ti battono le mani, non te ne importa più niente”, quindi “i bambini bisogna guardarli” afferma Galimberti. 

“Allora se tu vai a casa va bene il lavoro, le faccende ecc. Ma ogni tanto guardali, anche mentre guardano un film, un cartone animato, magari anche sul tablet, guardatelo insieme. E gli chiedete un'emozione, ovvero,  che cosa hanno provato a vedere quella roba lì? Cioè discuti con lui mentre fate la “cosa”, non lo lasci solo” questi momenti unici tra genitori e figli fortificano il suo apprendimento, l’associazione delle sue emozioni ad un dato momento e questo si afferma, diventando vita ed esperienza in lui.

Un processo che accresce, quindi, le potenzialità del bambino e allo stesso modo permette ai genitori di rendersi conto di quante cose è capace, di quanti progressi ha fatto, infatti, conclude l’esperto: “Puoi guardare e accorgerti che fino all'altro ieri faceva in un modo, adesso ha fatto un passo in più, in una certa direzione. E glielo riconosci.  Hai capito? Allora lui ne farà di mille di passi, per il solo fatto di essere gratificato dallo sguardo”.  

di NATALIA SESSA

2 commenti


Ospite
20 nov 2025

Ero una bambina e già avevo capito che la colpa è dei genitori, sono diventata bisnonna e nn ho cambiato idea ma aggiungo che prima che genitori siamo adulti e società, una società variegata fatta di ricchi e poveri saccenti e ignoranti e quando si impara che si deve essere competitivi belli e performanti la società è bella che distrutta e quando si impara che il sesso è amore e che deve durare tutta la vita si crede che l'altro/a ci appartiene ; abbiamo fallito tutti ma la domanda è una sola : chi ci ha messo nella testa certe idee assurde? rispondete voi adesso...

Modificato
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GZ
21 nov 2025
Risposta a

Un commento davvero condivisibile, bisognerebbe diffondere di più questa consapevolezza, e che i genitori seguissero dei corsi di genitorialità

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