Recalcati: "Oggi si sputa sull’idea che l’amore possa toccare la dimensione del per sempre, per la vita umana sono necessarie presenza e legame con l’altro"
- La Redazione

- 19 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 23 nov 2025
L’amore si connota per una sua meravigliosa particolarità: più diamo amore e più quell’amore si espande; più lo si consuma e più…

“Che ne è dell’amore eterno oggi? Oggi si sputa sull’idea che l’amore possa toccare la dimensione dell’infinito. Il nostro tempo schernisce l’amore, lo pensa come destinato prima o poi ad un’inevitabile agonia, destinato prima o poi a morire.
L’amore è un inganno, non c’è nessun amore che si possa sottrarre al trauma della fine. Tutti gli amori sono destinati a perire.
Il nostro tempo sostiene che esiste un rapporto inversamente proporzionale tra l’intensità del desiderio amoroso e la durata della relazione, e la durata del legame. Più un legame dura, più il desiderio appassisce, si affievolisce. I neuroscienziati ci dicono che il tempo del desiderio ha i giorni contati, se volete le settimane, se volete i mesi, dai 3 ai 18; poi l’effetto che la dopamina promuove nel cervello a partire dal primo incontro svanisce.
Ed allora c’è bisogno di doparsi nuovamente e per doparsi nuovamente occorre incontrare un altro oggetto, ma anche con questo nuovo oggetto accadrà esattamente la stessa cosa. Esiste una secca alternativa tra il legame che diventa familiare e la passione amorosa. Queste due cose tendono ad escludersi”. Ma, così come ci spiega lo psicoanalista, si tratta di una falsa rappresentazione dell’amore che si fonda su due menzogne fondamentali.
“La prima menzogna è la menzogna della libertà: cioè l’idea che l’essere umano è centrato su se stesso ed ha come fine la propria autoaffermazione; che l’essere umano ha come compito fondamentale coltivare la propria indipendenza e autonomia e che la libertà sarebbe l’espressione più pura della capacità di essere autonomo del soggetto.
Questa è una menzogna perché nega la dipendenza costitutiva che lega l’essere umano all’altro, non c’è vita umana senza la presenza dell’altro, non c’è vita umana senza il legame con l’altro. Mentre oggi ci si vuol far credere che ciò che conta è l’Uno da solo, ciò che conta è il godimento dell’Uno, è la capacità dell’uno di accaparrarsi quote sempre più alte di godimento. Questa è la menzogna di farsi un nome da sé, del farsi da sé. Ma il legame con l’altro nasce con la vita. Il bambino grida: il grido è il segnale che la vita umana senza la risposta dell’altro è vita che si perde nella notte, è vita destinata all’abbandono assoluto”, in tal modo Massimo Recalcati continua la sua splendida disamina.
“La seconda grande menzogna è la menzogna del nuovo, è cioè l’idea che la felicità, la soddisfazione, la salvezza è sempre in quello che non abbiamo, è sempre in quello che ci manca, è sempre nel nuovo: nel nuovo partner, nella nuova esperienza. Questa ricerca del nuovo porta con sé una certa ebrezza. L’inganno che cala sull’amore è concepire il rapporto con l’altro come se fosse un oggetto che finché funziona va bene e quando si guasta bisogna provvedere a sostituirlo. Ma sostituire l’oggetto non modifica l’insoddisfazione. Ma questo obbligo all’infedeltà non porta la vita alla felicità, alla soddisfazione”, queste le parole utilizzate da Massimo Recalcati per estrinsecare ancor meglio il suo pensiero.
Ma in realtà il miracolo dell’Amore è quello di trasformare sempre lo stesso in nuovo. Non è il nuovo che scade nello stesso, non è il nuovo che diventa noioso, ma è lo stesso che ogni volta si rileva nuovo. D’altronde quando si ama qualcuno, si ama tutto di quella persona. Noi non amiamo qualcosa, amiamo tutto. Tutto vuol dire non solo l’immagine dell’altro, non solo ciò che ci colpisce, come il volto, la voce, il modo di muoversi, la professione, le sue espressioni, ma anche le sue particolarità.
Ecco allora perché ogni amore aspira all’eterno e la persona che amiamo diventa insostituibile.
Dunque l’amore si connota per una sua meravigliosa particolarità: più diamo amore e più quell’amore si espande; più lo si consuma e più cresce, più aumenta e “la felicità esiste solo se condivisa”.
D’altronde noi siamo l’amore che diamo e “chi si è speso nell’amore si salva. Chi non si è speso nell’amore, e ha preferito conservare la propria vita, si perde. Conta molto più amare che essere amato, spendersi nell’amore più che essere rimborsati grazie all’amore”, in tal modo Massimo Recalcati culmina la sua significativa riflessione.
di VALENTINA TROPEA






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Sono solo parzialmente d'accordo con la disamina del Prof. Recalcati. L'Amore perfetto e puro si nutre solo verso gli Amori discendenti e non verso il partner. L'amore di coppia si nutre di reciprocità: "Amor ch'a nullo amato amar perdona...".
Finisce se non si è amati. Può proseguire all'infinito se non si vuole l'innamoramento dei primi momenti. L'Amore è ben più importante dell'innamoramento. Grazie. Antonella
Spero che tanto che il prof Recalcati legga quanto segue. Sono d'accordo con chi si firma ospite che scrive prima di me che bisogna discernere tra capacità di dare e dipendenza emotiva. La d.e. porta un individuo a non ascoltare e quindi conoscere i propri bisogni e cmq a trascurare a favore dell'altro sperando di ricevere da lui riconoscimento e soddisfazione dei suddetti propri bisogni. Io credo che chi magari per vari motivi non ha imparato nell'infanzia la gestione dei propri bisogni non possa far sgorgare da sé come fanno le sorgenti. Si dare amore è segno di maturità psicologica e molto appagante se viene da una creatura florida e non arsa.
Mi perdoni ancora caro prof. Recalcati ma nn ho finito si xché si va a scuola x imparare un mestiere che tradotto significa imparare a produrre giacché la produzione crea ricchezza e autonomia ( per alcuni) ma nn si insegna a nessuno cos'è davvero l'amore che è il vero cemento dell'umanità e si fa' x scontato che una semplice relazione si fonda sull'amore ma nn è così si impara ad amare solo quando si capisce cosa nn è amore allora nelle scuole è necessario prima di tutto promuovere lo scambio relazionale senza falsi miti, nn c'è più spazio x i bambini tutto è produzione e il seme sempre produce il frutto e nn è un problema delle donne mamme m…
Grazie al prof. Recalcati, ma personalmente penso si debba assolutamente far chiarezza fra pulsioni sessuali e amore e fra dipendenze emotive e amore disinteressato; nn veniamo al mondo x ubbidire a schemipreconfezionati ma per scoprire il senso della vita che nn fa sconti a nessuno... grazie ancora buona vita