Benigni: "Dobbiamo diventare più "belli" per vivere bene e avere la pace nel mondo. Come dice Sant’Agostino: I tempi siamo noi"
- La Redazione

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"Benigni, ribalta questo concetto in quanto lo stare bene, il vivere bene, l’essere felici parte da noi. Il sistema è solo una conseguenza delle nostre azioni e dei nostri gesti..."

“Come dice Sant’Agostino: I tempi siamo noi” Roberto Benigni, attore e regista, in un suo recente intervento riprende le parole di sant’Agostino per denunciare un modo di vivere e pensare che sta rovinando la nostra stessa esistenza. Spesso pensiamo che tutto quello che ci circonda non dipenda da noi, ma che siamo solo vittime di un sistema che funziona male.
Benigni, ribalta questo concetto in quanto lo stare bene, il vivere bene, l’essere felici parte da noi. Il sistema è solo una conseguenza delle nostre azioni e dei nostri gesti. Continua infatti: “Al mondo che facciamo noi, diciamo “quant’è brutto il mondo”, ma siamo “brutti” noi. Il mondo lo fanno gli uomini, le persone”. I posti, i luoghi riflettono sempre la natura di chi li abita e se in questi non stiamo bene, se non ci piacciono, non possiamo prendercela con il contesto esterno, ma guardarci dentro in maniera profonda e sincera e domandarci: “cosa sto facendo per rendere il mondo un posto migliore?”.
Le immagini drammatiche delle guerre alle quali ogni giorno assistiamo, sono la risposta alla domanda. La cattiveria, la violenza e la superbia sembrano dominare il nostro tempo, come se le conseguenze non contassero più. Per Benigni : “Noi dobbiamo diventare più belli, il mondo ha bisogno di essere bello. Guardate la guerra. Scandaloso che ancora si dica che per avere la pace bisogna preparare la guerra, per avere la pace bisogna preparare la pace”.
Abbellire la nostra anima, curarci dalla rabbia e dalla cattiveria è il primo passo per rendere il mondo più bello. La guerra in nessun caso può generare pace, neanche dopo, quando è tutto finito, perché il ricordo delle vite spezzate troppo presto o delle città distrutte non andrà mai via. Ma in questo scenario c’è una possibilità, quella di salvaguardare le nuove generazioni, i bambini coloro che ancora non hanno memorie. Essere “belli” per loro vuol dire auspicare anche ad un mondo migliore.
Per te, lettore che ci segui, partendo dalla tua vita quotidiana, a partire da piccoli gesti fino a quelli più grandi, cosa stai facendo per rendere il mondo un posto migliore?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo per cambiare direzione.
di NATALIA SESSA



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