Galimberti: “Per crescere figli felici c’è un’unica soluzione: le relazioni d’affetto. Dove c’è amore si cresce bene, bisogna gratificare i figli quando fanno un passo avanti”
- La Redazione

- 25 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 29 dic 2025
Riflettendo sul rapporto tra genitori e figli, Umberto Galimberti spiega perché le relazioni affettive, la comunicazione e il riconoscimento dei piccoli progressi sono decisivi nella crescita emotiva dei più giovani

Il rapporto tra genitori e figli si costruisce giorno dopo giorno attraverso gesti apparentemente piccoli, ma carichi di significato: uno sguardo che incoraggia, una parola che sostiene, una presenza che rassicura. È in questo spazio quotidiano, fatto di attenzione e riconoscimento reciproco, che si pongono le basi di una crescita emotiva equilibrata.
Eppure, nella società contemporanea, dominata dalla velocità, dalla tecnica e dalla prestazione, il tempo dedicato alle relazioni affettive sembra ridursi sempre di più. I genitori si trovano spesso disorientati, divisi tra il desiderio di proteggere i figli e la difficoltà di esercitare un ruolo educativo autentico, capace di coniugare amore, ascolto e autorevolezza. È proprio su questo punto che si inserisce la riflessione di Umberto Galimberti, che invita a interrogarsi sul profondo cambiamento che ha attraversato la genitorialità negli ultimi decenni: “Prima i genitori erano supportati dalla società e quindi era riconosciuta l’autorità paterna, che era sostanzialmente quella della tradizione.
Poi i padri sono diventati amici dei figli, sono caduti nel mito del giovanilismo, hanno ceduto alle loro dimensioni affettive calibrate sulla pura passione per cui quando finisce la passione ci si separa e si divorzia. In pratica la società ha insegnato il principio di piacere (perché la società è diventata opulenta) che si è riverberato anche nell’ambito della famiglia”.
Con queste parole il filosofo, saggista e psicoanalista Umberto Galimberti pone l’accento sulla metamorfosi che ha subito la genitorialità nel corso degli anni. “Le parole dei genitori sono efficaci da zero a 12 anni. Dopo i ragazzi devono andare incontro alla separazione dal mondo genitoriale e passare dall’amore incondizionato da cui sono stati gratificati quando erano bambini, all’amore condizionato che è quello orizzontale con i propri amici. I padri di solito non parlano con i figli: nella società della disciplina incaricavano le madri ma anche dopo hanno continuato a non farlo, perché si annoiano.
Le madri invece parlano sì, però sempre a livello fisico: non uscire con i capelli bagnati, mettiti la maglia, stai attento ai semafori. Mai una domanda psicologica, mai che si chieda al figlio: sei felice?”, in tal modo il filosofo continua la sua profonda e significativa riflessione. Dunque Umberto Galimberti esorta i genitori a parlare con i propri figli, ad ascoltarli, perché uno sguardo attento, una carezza, un abbraccio inaspettato possono scaldare il cuore, ponendo fine alle più grandi avversità.
“Per crescere i figli in modo felice c'è un’unica soluzione: le relazioni d'affetto. Là dove vige l'amore si cresce bene, là dove vige la violenza o il gelo emotivo si cresce male": queste le parole pregne di significato pronunciate dal filosofo con grande forza e determinazione.
“Quando si entra nelle famiglie a volte si sente urlare, altre volte c’è quel silenzio, soprattutto nelle classi borghesi elevate, che è più freddo dell’ira. Quel gelo che si crea nella non comunicazione generale, e che i telefonini hanno amplificato: avete presente quelle famiglie al ristorante, ognuno con il suo cellulare in mano e ognuno nel suo mondo?”, in tal modo Umberto Galimberti sottolinea la pericolosità della “non comunicazione”.Alla luce di queste riflessioni, appare chiaro come il vero compito educativo non consista nel controllare o giudicare, ma nel riconoscere i passi avanti dei figli, nel sostenerli anche quando arretrano, nel creare un clima emotivo capace di farli sentire visti e accolti. Non esistono formule perfette né manuali infallibili per crescere figli felici. Esiste però una certezza: l’amore, quello fatto di presenza reale, comunicazione e attenzione quotidiana, è ciò che permette ai figli di crescere in modo sereno e responsabile. È questo il terreno su cui si costruiscono relazioni solide, capaci di resistere al tempo e alle difficoltà della vita.
Per te, lettore che ci segui: quanto spazio trovano oggi, nella tua vita quotidiana, l’ascolto e l’attenzione verso le persone che ami? Ti sei mai fermato a riflettere su come comunichi con i tuoi figli o con chi ti sta accanto?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei messaggi, anche in anonimato. Condividere può aiutare altri lettori a riconoscere il valore delle relazioni affettive e a riscoprire ciò che conta davvero.
di VALENTINA TROPEA






.jpg)



















%20(2).jpg)
.jpg)





















Sono nata in una famiglia dedita solo al lavoro ed al raggiungimento di uno stato sociale elevato, un padre a affettivo e violento, ho dedicato per questo la mia vita di madre all'attenzione per l anima dei miei figli, dalla colazione condivisa anche se di primissimo mattino con la conversazione attenta allo svolgimento della giornata di ogniuno di loro, incoraggiandoli se ansiosi per le prospettive... interrogazioni... simpatie sentimentali....lo stesso la sera, non sono stata perfetta perché abbiamo avuto sconquassi economici e questo temo mi abbia resa molto più "umana " di quanto per amor proprio avrei voluto ma ancora oggi quando li vedo li abbraccio e chiedo, come stai? Non intendo a salute e lo sanno, cerco oggi che son…
Personalmente posso raccontare che mi sono sposato presto con una donna in cerca di sistemazione e nella mia ingenuità e anche un pizzico di onnipotenza l'ho accolta nella mia vita rilasciando tanto sforzo pur di essere amato. Invece lei anaffettiva e dedita al progetto e non alla relazi
one mi ha permesso di fare quello che volevo pur di stare in matrimonio sociale.
Poi un giorno aprii gli occhi e facendo psicoterapia e conquistai l'agognata liberazione separandomi e finalmente facendo il papà dei nostri tre figli da uomo libero con grandi risultati di figli liberi forti e affermati.
Poi ora mi sono ammalato e mi ritrovo da solo e mi chiedo come sarebbe stato meglio con una vita attiva nel…
I miei figli sono stati manipolati dai familiari come me madre sola dai famigliari e ignoti
Abuso di potere!
Scusatemi x lo sfogo, sono il nonno di tre meravigliosi ragazzi desideravo ricordare a tutti i miei coetanei e noi ragazzi ai nostri tempi avevamo la TV in bianco e,ma per noi tutto intorno era a colori, oggi i ragazzi hanno tutto,a colori ma purtroppo vedono in bianco e nero. Credo ai iniziare dai genitori,dai nonni diamo un occhiata,un bacio un abbraccio,diamo colore così anche lolo avranno modo di vedere e vivere meglio.
Quasi sempre nelle agenzie formative ,famiglia compresa, si sente in gran quantità la seguente espressione: sono preoccupato.
Ma se la sostituissimo con: mi occupo..... sarebbe meglio?