Concorso per 145 Dirigenti Tecnici, denunciate criticità nelle prove scritte: "tempi, anonimato e condizioni non conformi al bando"
- La Redazione

- 7 ore fa
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Dopo le prove del 19 e 20 gennaio a Roma, un gruppo di concorrenti chiede chiarimenti al Ministero dell’Istruzione e del Merito e valuta iniziative per la tutela dei propri diritti

Durante le prove scritte del concorso per la selezione di 145 Dirigenti Tecnici con funzioni ispettive, svoltesi a Roma nelle giornate del 19 e 20 gennaio, si sarebbero verificati episodi che, secondo un gruppo di candidati, non rientrerebbero nella normale gestione di una procedura concorsuale pubblica.
Alcuni partecipanti hanno inviato alla redazione un resoconto dettagliato di quanto accaduto durante lo svolgimento delle prove, manifestando l’intenzione di organizzarsi in una forma di coordinamento per chiedere al Ministero dell’Istruzione e del Merito chiarimenti e un’assunzione di responsabilità sulle modalità operative adottate.
Al centro delle segnalazioni emergono il mancato rispetto delle condizioni previste dal bando, in particolare sul piano delle tempistiche, e l’assenza di quelle condizioni minime di serenità e concentrazione considerate indispensabili per la redazione di elaborati complessi e articolati.
Le segnalazioni dei candidati: “Gravi irregolarità durante la prima prova”
Nel resoconto inviato, i candidati spiegano che “nelle giornate del 19 e 20 gennaio si è svolto a Roma il concorso per la selezione di 145 Dirigenti Tecnici con funzioni ispettive”, articolato in due prove scritte successive a una preselettiva. Proprio durante la prima prova, a loro avviso, si sarebbero verificate le maggiori criticità.
Secondo quanto riportato, “un concorso per la selezione di figure di alta professionalità e responsabilità come i Dirigenti Tecnici, garanti della legittimità delle azioni amministrative, risulta profondamente svilito da quanto accaduto”.
Presunta violazione dell’anonimato
Uno dei punti più delicati riguarda l’anonimato degli elaborati. All’ingresso, ai candidati sarebbero stati consegnati un tablet e un foglio A4 contenente nome, codice a barre e un adesivo con codice alfanumerico. Solo successivamente sarebbe stato chiesto di applicare l’adesivo identificativo sul foglio, rimasto visibile per oltre un’ora.
I candidati riferiscono che “la commissione sarebbe così entrata in possesso di documenti nei quali era visibile la corrispondenza tra il nome del candidato e il codice dell’elaborato”, con il rischio che l’anonimato non fosse pienamente garantito. Viene inoltre segnalato che alcuni candidati avrebbero fotografato tali fogli, poiché i dispositivi personali non sarebbero stati né sequestrati né sigillati.
Tablet scarichi e pressioni alla consegna anticipata
Ulteriori criticità riguarderebbero l’uso dei tablet, non collegati alla rete elettrica. Secondo il resoconto, i dispositivi sarebbero stati attivati già dalle ore 9.00, mentre la prova sarebbe iniziata solo intorno alle 12.00, con un conseguente rapido esaurimento delle batterie.
A 36 minuti dalla fine del tempo previsto (180 minuti), diversi candidati avrebbero avuto il dispositivo con batteria inferiore al 20%. In quel frangente, “al microfono sarebbe stato suggerito più volte di consegnare la prova per evitare di perdere quanto scritto”, inducendo molti a rinunciare a parte del tempo a disposizione.
In alcuni casi sarebbero stati distribuiti power bank, in altri no; ad alcuni candidati sarebbe stata consentita la prosecuzione della prova in modalità touchscreen con parte dello schermo oscurata, mentre altri avrebbero visto il tablet spegnersi del tutto. “Il clima di panico e confusione generato sarebbe stato incompatibile con una prova concorsuale di questo livello”, riferiscono i partecipanti.
Codici normativi e disparità di trattamento
Un altro nodo riguarda l’utilizzo dei codici. Prima dell’inizio della prova, una componente della commissione avrebbe dichiarato non ammissibili alcuni codici contenenti norme di rango secondario, espressamente vietate dal bando. Tuttavia, secondo i candidati, all’ingresso non sarebbe stato effettuato alcun controllo.
Ne sarebbe derivata una situazione disomogenea: “alcuni candidati hanno continuato a utilizzare codici ritenuti inammissibili, mentre altri si sono attenuti alle regole”, determinando una presunta disparità di condizioni.
Particolare confusione avrebbe riguardato anche l’uso dell’indice di un noto codice diviso in due volumi: le soluzioni prospettate (strappare le pagine, pinzettarle o piegarle) sarebbero state discordanti tra i membri della commissione, generando ulteriore disordine in aula.
Telefoni non ritirati e vigilanza insufficiente
Secondo quanto segnalato, telefoni cellulari, smartwatch e tablet personali non sarebbero stati ritirati né custoditi all’ingresso, ma semplicemente inseriti in buste trasparenti. Alcuni candidati avrebbero rispettato le indicazioni, altri avrebbero lasciato le buste aperte accanto alla postazione.
Viene riferito che “un candidato è stato escluso perché sorpreso a copiare dal cellulare”, ma che la vigilanza sarebbe stata insufficiente, con intere zone del padiglione non presidiate.
Movimenti durante la prova e disturbo ai candidati con tempi aggiuntivi
Ulteriori criticità riguarderebbero la possibilità concessa ai candidati di alzarsi e uscire autonomamente dopo la consegna, mentre altri erano ancora impegnati nella prova, inclusi coloro con DSA e tempi aggiuntivi.
Secondo alcune testimonianze, “un gruppo di candidati, in attesa del ripristino della prova su altri dispositivi, non sarebbe stato adeguatamente vigilato”, con il rischio che potessero consultare fonti esterne.
Situazioni analoghe si sarebbero ripetute anche durante la seconda prova, il giorno successivo.
La richiesta al Ministero
Alla luce di quanto segnalato, i candidati auspicano un intervento dell’Amministrazione in autotutela, affinché vengano chiariti i fatti e valutate eventuali responsabilità. In caso contrario, “si procederà secondo i canali previsti dalla legge per tutelare gli interessi legittimi dei candidati”, molti dei quali provenienti da ogni parte d’Italia e impegnati in spese e sacrifici personali.
di LA REDAZIONE






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