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Scuola, "troppe supplenze e l'abuso dei contratti a termine va avanti. Basta a regole di reclutamento a costo zero". La FLC CGIL promette battaglie a difesa dei diritti di docenti

"Per il sindacato ogni intervento che “modifichi le regole di reclutamento "a costo zero"”, dunque senza prevedere risorse aggiuntive sugli investimenti degli organici e sulla formazione preliminare, “ rischia di non centrare l’obiettivo... "


La FLC CGIL ha definito il disegno di legge n.545, sulla formazione e modalità di reclutamento degli insegnanti, inadeguato e datato rispetto al quadro normativo attuale. Questo è quanto accaduto durante l’audizione tenutasi presso la VII Commissione del Senato.


Secondo il sindacato, il testo del nuovo decreto non ha tenuto conto di importanti modifiche normative sopravvenute negli ultimi anni. Il nodo cruciale per la FLC CGIL resta come sempre il precariato, le richieste sono sostanzialmente due, pensare alla stabilizzazione dei posti in organico di fatto e di quelli attualmente in deroga. Questo è quanto riportato nel comunicato : “Nel rilevare le diverse incongruenze del testo, presentato nel mese di febbraio 2023, che non tiene conto delle modifiche normative intervenute negli ultimi anni, abbiamo rappresentato l’urgenza di un provvedimento più complessivo, che parta dalla stabilizzazione di tutti i posti in organico di fatto o assegnati in deroga”

Nell’anno appena terminato sono stati più di 250.000 le supplenze dei docenti, ai quali bisogna aggiungere le circa 50.000 supplenze del personale ATA. La legge di bilancio ha riportato dati allarmanti, “la stabilizzazione di soli 1866 docenti di sostegno su 130 mila posti in deroga, tra l’altro barattandoli con il taglio di 5660 posti comuni” afferma FLC CGIL. Pur non essendo contrario all’ipotesi di un nuovo canale di reclutamento, secondo il sindacato ci sarebbero delle priorità preliminari.

Questo è quanto chiede la FLC CGIL: 

  • Un piano straordinario di implementazione/stabilizzazione degli organici, con particolare riferimento alle cattedre in deroga sul sostegno e ai docenti specializzati attraverso i percorsi “ordinari” da 60 CFU; 

  • La tutela del diritto all’assunzione agli idonei dei concorsi 2020, 2023, 2024; 

  • La riduzione dei costi della formazione oggi scaricati integralmente sui precari e sul personale; 

  • L’articolazione dell’offerta formativa delle università sulla base del fabbisogno del sistema scolastico, soprattutto per quanto riguarda le specializzazioni sul sostegno e i corsi di laurea in scienze della formazione primaria; 

  • Il ridimensionamento del ruolo crescente delle università telematiche nella formazione del personale scolastico.


Per il sindacato ogni intervento che “modifichi le regole di reclutamento "a costo zero"”, dunque senza prevedere risorse aggiuntive sugli investimenti degli organici e sulla formazione in fase iniziale, “rischia di non centrare l’obiettivo di contrastare l’abuso dei contratti a tempo determinato” pertanto non riesce ad intervenire in maniera attiva sul fenomeno del precariato, situazione “per cui l’Italia è stata già deferita alla Corte di Giustizia Europea” ha concluso la FLC CGIL.

Una posizione dura quella della FLC CGIL che promette battaglia all'indirizzo politico del Governo Meloni che sembra non voler cambiare rotta sull'abuso dei contratti a termine.


di LA REDAZIONE




 
 
 

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