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Maria Rita Parsi: "Ciascuno può avere un grande successo nella vita: conoscere se stesso e realizzarsi, e questo non lo può impedire nessuno"

Per la psicoterapeuta il vero traguardo non dipende da premi o riconoscimenti pubblici, ma dalla fedeltà al proprio sentire. Una lezione utile a chi lavora senza applausi e misura il proprio valore solo...

"Ciascuno può avere un grande successo nella vita: conoscere se stesso e realizzarsi, e questo non lo può impedire nessuno." Con questa frase, pronunciata durante un incontro pubblico, Maria Rita Parsi ribalta l'idea comune di successo. Non è una questione di premi, di applausi, di visibilità. È qualcosa che ciascuno può conquistare da solo, indipendentemente da quello che gli altri decidono di riconoscergli.

Viviamo in un tempo che misura il valore delle persone con parametri esterni: follower, carriere, titoli, apparizioni pubbliche. Chi non riceve conferme si sente spesso fuori gioco, come se la propria vita non avesse prodotto nulla di importante. Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e scrittrice, si oppone a questa visione: "Io non considero il mio un successo se non fare delle cose che sono vicine al mio bisogno, al mio sentire. Quello è il mio vero successo! Che poi la gente lo riconosca o meno... il riconoscimento se lo devono dare con l'autostima: 'Ho fatto questo perché ci credevo..." È un pensiero che restituisce dignità a chi non ha mai vinto premi, a chi lavora senza applausi, a chi si accontenta di sapere di aver fatto bene, anche se nessuno se ne accorge; perché avere successo è tutt’altro.

La psicoterapeuta va quindi oltre e mette in guardia dal rischio opposto: quello di chi il successo esterno lo ottiene davvero, e si ritrova più esposto proprio nel momento in cui sembra aver vinto. "È molto pericoloso anche questo, perché mentre sali, più sei alto, più sei fragile. Più sei alto, più sei fragile e più sei in pericolo!"

Sono due, secondo lei, i rischi che si nascondono dietro il successo: l'ingratitudine di chi si sente in debito e reagisce allontanando o calunniando chi lo ha aiutato, e l'invidia, che definisce "la sindrome della fotocopia". Una lettura che spiega perché tanti percorsi di affermazione, anche quando arrivano, si rivelano più fragili di quanto sembrino da fuori.

Contro l'invidia, Parsi propone un potente antidoto: l'ammirazione. "A me, se io vedo una cosa bella, una donna bella, sento un pensiero bello, leggo un libro bello, mi viene ammirazione! La mia ammirazione spegne l'invidia."

Chi riesce ad ammirare invece di confrontarsi in modo competitivo, spiega, si libera dal bisogno di misurarsi costantemente con gli altri, e smette di vivere il successo altrui come una sottrazione al proprio.

Alla base di tutto resta un principio antico, quello dei filosofi greci: "Il potere vero è capire, avere un'identità, sapere chi sei, conoscere te stesso. Questi sono i greci" Conoscere se stessi, prima ancora che realizzarsi agli occhi del mondo, resta il vero punto di partenza. Solo da lì, secondo la Parsi, si riesce a restare saldi anche quando il mondo intorno non riconosce nulla, e a costruire un valore che nessuno può portare via, perché non dipende da nessuno.

E tu, lettore che ci segui, hai mai sentito che il tuo vero successo fosse qualcosa che nessuno ha mai notato, ma che per te contava comunque tutto? Che cosa significa, per te, sentirti davvero realizzato, al di là di ciò che gli altri vedono?



di Leandro Castagna

4 commenti


Maurizio
3 ore fa

Ho provato a dirlo a senza tetto alla stazione: "Tu puoi avere un grande successo nella vita!". Oggi mi hanno tolto i tre punti di sutura dalla ferita sul sopracciglio per la bottigliata di Tennants Super che mi ha dato.

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Blu di Russia
4 ore fa

Buonasera. Credo anche io che il successo si misuri in quello che ascoltiamo davvero, e non dipende dagli altri. Credo però che faccia bene confrontarsi, avere sì la contemplazione interiore ma anche guardare agli altri con sereno distacco , non siamo in competizione con nessuno e non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno, pensiamo ad essere felici…

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Romina
10 ore fa

A mio avviso spesso coincidono successo ed essere visti, condivido comunque la bella analisi della Parsi... Manca tanto, avevamo bisogno di lei...

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Emanuela Giustra
10 ore fa

Sentirmi realizzata è un qualcosa che non mi appartiene, vivo alla giornata e gioisco dell' attimo fuggente, non mi chiedo se il passante mi abbia notata e ne mi presento per vana gloria. Il successo per me è qualcosa di semplice elevazione dell' anima non vuole plausi e non vuole essere superiore all' altro, ma...

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