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Pensione docenti e ATA: mai più a 62 anni, in molti lavoreranno un anno in più. Pacifico (Anief) “indispensabile aprire una finestra”

Aggiornamento: 8 ago 2025

Si tratta di un’eventualità che, se confermata, avrebbe conseguenze concrete per molti lavoratori della scuola che si trovano vicini al traguardo. Per questo è fondamentale che ogni...


Sulle pensioni il 2027 porta tre mesi di lavoro in più: l’Italia “si trova di fronte a una delle scelte più delicate in materia previdenziale degli ultimi anni. Il meccanismo di adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, introdotto dalla riforma Fornero nel 2011, torna al centro del dibattito politico con l’approssimarsi del 2027, quando dovrebbero scattare tre mesi aggiuntivi per il pensionamento”.


Come registra il Corriere della sera, infatti “nel biennio 2027-28 è previsto l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile: il governo vuole bloccare la misura, ma in compenso arriverà una stretta sulle pensioni «anticipate»”.

ANALISI COMPARTO SCUOLA

Nel comparto scuola, come è noto, il pensionamento decorre da una sola finestra annuale, fissata per tutti al 1° settembre. Attualmente, per andare in pensione il 1° settembre 2028, è sufficiente maturare i requisiti entro il 31 dicembre 2027.

Secondo quanto emerso il governo starebbe valutando l’ipotesi di introdurre un rinvio automatico del diritto alla pensione, simile a quanto già accade nel regime generale INPS.

Nel caso in cui questa misura venisse estesa anche al comparto scuola, si creerebbe un serio problema: chi matura i requisiti ai sensi della normativa vigente nel corso del 2027, ad esempio a ottobre, con l'aggiunta dei 3 mesi sforerebbe a gennaio 2028 è quindi non potrebbe più accedere alla pensione dal 1° settembre 2028, ma sarebbe costretto a rinviare l’uscita al 1° settembre 2029.

La scuola, infatti, a differenza di altri settori, non permette pensionamenti in corso d’anno. Questo significa che anche un rinvio di soli pochi mesi, puramente "tecnico", avrebbe come effetto pratico una perdita di un anno intero di pensione.

Si tratta di un’eventualità che, se confermata, avrebbe conseguenze concrete per molti lavoratori della scuola che si trovano vicini al traguardo. Per questo è fondamentale che ogni eventuale modifica tenga conto della specificità del calendario scolastico e della data unica di decorrenza delle pensioni.


Marcello Pacifico, presidente Anief, ribadisce la necessità di aprire una finestra speciale per il personale scolastico, per l’80% donna e con titolo di studio universitario, “al fine di riconoscere il burnout elevato rispetto agli altri dipendenti pubblici. A oggi soltanto il personale delle forze armate e di polizia può continuare ad andare in pensione con quota 96. Nella scuola, più di 260 mila sono over 60 con un pesante gap generazionale rispetto ai discenti”.





di LA REDAZIONE



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