Isee 2026: come abbassarlo per ottenere Bonus, contributi e prestazioni agevolate? Ecco gli strumenti utili per agire correttamente quando il nostro ISEE è troppo alto. Tutte le INFO in merito
- La Redazione

- 2 giorni fa
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Aggiornamento: 1 giorno fa
Isee 2026: la domanda che sorge spontanea, in merito, è solo una: nell'ipotesi in cui il nostro Isee sia troppo alto, allora come possiamo abbassarlo?

L'ISEE è l'importante indicatore che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono accedere a bonus, contributi e prestazioni sociali.
Occorre, a tal fine, fare molta attenzione: sarà sufficiente superare una certa soglia, anche di poco, per perdere alcune agevolazioni fondamentali come l'Assegno Unico od anche i contributi per l'affitto o per l'università.
ISEE TROPPO ALTO: ECCO COME ABBASSARLO
La domanda che sorge spontanea, in merito, è solo una: nell'ipotesi in cui il nostro ISEE sia troppo alto, allora come possiamo abbassarlo?
Basterà adottare alcune procedure, legali, così da intervenire su redditi e patrimoni: si tratta, più nello specifico, di strumenti previsti dalla normativa vigente, come ad esempio la deduzione del fondo pensione fino a 5.300 euro o ancora l'esclusione dei titoli di Stato fino a 50.000 euro.
Ma analizziamo la questione più nel dettaglio.
Attraverso tale approfondimento, infatti, potrai ricevere tutti i chiarimenti utili in merito così da non commettere errori ed abbassare congruamente il tuo ISEE.
Non dimentichiamo, però, che l'ISEE fa riferimento ai redditi e ai patrimoni di 2 anni prima: ciò significa che per l’ISEE 2026 si terrà conto della situazione al 31/12/2024.
L'ISEE ordinario, pertanto, non potrà essere modificato a nostro piacimento, né all'ultimo minuto, proprio perché fotografa la situazione economica con riferimento al 2024. Bisognerà pertanto pianificare ogni operazione con congruo anticipo per poter abbassare il valore del nostro ISEE per i prossimi anni.
ECCO GLI STRUMENTI UTILI PER ABBASSARE IL NOSTRO ISEE
ESCLUSIONE DAL PATRIMONIO MOBILIARE ISEE DEI TITOLI DI STATO
Uno degli strumenti più importanti a nostra disposizione è sicuramente l’esclusione dal patrimonio mobiliare ISEE dei titoli di Stato italiani e di strumenti garantiti equiparati. Facciamo riferimento, più nel dettaglio, ad investimenti come: BTP, BOT, Buoni Fruttiferi Postali.
Nel 2026 l’esclusione è consentita fino a 50.000 euro per nucleo familiare.
Ma facciamo un esempio per chiarire meglio come opera tale misura.
Ipotizziamo che una famiglia investa 40.000 euro in BTP: in tal caso quella somma non verrà conteggiata nel patrimonio mobiliare ISEE.
La stessa somma (40.000 euro) lasciata sul conto corrente inciderebbe, invece, integralmente attraverso saldo e giacenza media.
L’eventuale parte eccedente i 50.000 euro torna ad essere conteggiata.
PREVIDENZA
I contributi ai fondi pensione sono deducibili fino a 5.300 euro all’anno.
Ciò determina la riduzione del reddito imponibile IRPEF; l'esclusione delle somme accantonate dal patrimonio mobiliare ISEE.
Nell'ipotesi in cui un lavoratore decida di versare 4.000 euro nel fondo pensione, allora in tal caso ridurrà il reddito rilevante ai fini ISEE e quelle somme non verranno considerate come patrimonio disponibile.
CONTO COINTESTATO
Un altro strumento utile per poter abbassare il nostro ISEE è un conto cointestato.
Evidenziamo, infatti, che il saldo e la giacenza media di un conto cointestato vengono attribuiti pro quota: la ripartizione è al 50% ciascuno.
Nell'ipotesi in cui la giacenza media annua sia di 30.000 euro: 15.000 euro sono imputati a ciascun intestatario.
Occorre però rispettare una condizione fondamentale: perché l’operazione possa produrre effetti sull’ISEE familiare, il cointestatario deve essere esterno al nucleo ISEE.
Se appartiene allo stesso nucleo, infatti, il patrimonio complessivo non cambia.
La cointestazione dovrà essere reale e non simulata.
REDDITO RIDOTTO
È possibile richiedere l'ISEE corrente nel caso in cui la situazione economica peggiori rispetto al 2024.
Ciò è possibile nell'ipotesi in cui il reddito si è ridotto di oltre il 25% rispetto a quello indicato nell’ISEE ordinario; oppure il patrimonio si è ridotto di oltre il 20%; o ancora si è verificata la perdita o la sospensione del lavoro.
Nel caso di licenziamento, invece, si possono considerare anche i redditi degli ultimi due mesi, rapportati su base annua.
FRANCHIGIA
Sottolineiamo che l’abitazione principale beneficia di una franchigia che nel 2026 è pari a 91.500 euro di valore IMU e arriva fino a 120.000 euro nei capoluoghi di città metropolitane.
Incrementi ulteriori, inoltre, sono previsti per ogni figlio convivente successivo al primo.
Si aggiunga che dal valore dell’immobile potrà essere sottratto il capitale residuo del mutuo al 31 dicembre 2024.
Se, ad esempio, il valore IMU è di 160.000 euro e il mutuo residuo è di 70.000 euro, il valore considerato si riduce prima dell’applicazione della franchigia.
NUCLEO FAMILIARE
Si potrà richiedere un ISEE su nucleo ristretto per prestazioni socio-sanitarie rivolte a maggiorenni con disabilità o non autosufficienti.
In tal caso si prenderanno in considerazione solo il beneficiario, il coniuge ed i figli a carico; verranno esclusi gli altri conviventi.
Nell'ipotesi in cui un figlio maggiorenne viva stabilmente altrove e sia economicamente autonomo, allora potrà trasferire la sua residenza e costituire un proprio nucleo ISEE.
Se quel componente avesse, ad esempio, un reddito annuo di 25.000 o 30.000 euro, allora l’uscita dal nucleo sarà utile per poter abbassare in modo significativo l’indicatore dei genitori.
Dovrà trattarsi, però, di un trasferimento reale, stabile e verificabile.
ATTENZIONE AI CONTROLLI
Da ultimo evidenziamo che nel 2026 i controlli sono molto incalzanti e stringenti: si terrà conto, infatti, delle banche dati dell’amministrazione finanziaria, dell'Inps e degli intermediari bancari.
Sarà molto rischioso, ad esempio, omettere conto correnti o depositi, intestare beni in modo simulato o dichiarare dati non veritieri.
Le conseguenze in cui si incorre sono dure: revoca dei bonus; restituzione delle somme percepite; sanzioni fino al triplo del beneficio ottenuto; responsabilità penale nei casi più gravi.
di VALENTINA TROPEA






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