Educazione sessuale a scuola, in vigore dal 7 luglio: le nuove regole per gli esperti esterni e il consenso delle famiglie
- La Redazione

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L'organizzazione delle attività richiederà un attento vaglio dei professionisti e l'aggiornamento dei patti educativi. Per infanzia e primaria scatta il…

L'aggiornamento del Patto educativo di corresponsabilità, la preparazione della nuova modulistica e la selezione accurata degli specialisti esterni sono i principali compiti che attendono le segreterie e le direzioni scolastiche. Dal prossimo 7 luglio entrerà infatti in vigore la Legge 104/2026, recentemente pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Il testo fissa regole precise per l'ingresso di enti o associazioni in classe: l'intervento di soggetti esterni per trattare temi legati alla sessualità dovrà essere sempre deliberato dal collegio dei docenti e approvato dal consiglio di istituto. La scelta dei professionisti dovrà basarsi su un'attenta valutazione dei titoli scientifici e accademici, tenendo sempre in considerazione l'età e il livello di maturazione degli alunni. Tutte queste procedure dovranno essere gestite dalle scuole utilizzando le risorse umane e finanziarie già a disposizione, senza gravare con nuovi costi sulle casse dello Stato.
Il perno della nuova normativa, approvata definitivamente in Senato con 78 voti favorevoli, ruota attorno al meccanismo del consenso informato preventivo.
Per i ragazzi delle scuole medie e superiori, qualsiasi progetto extracurricolare o di ampliamento dell'offerta formativa che tocchi la sfera della sessualità dovrà essere esplicitamente autorizzato per iscritto dai genitori, o dagli studenti stessi se maggiorenni. Le famiglie dovranno ricevere la richiesta almeno sette giorni prima dell'inizio delle attività, e avranno il pieno diritto di visionare in anticipo tutto il materiale didattico che verrà portato in aula. Durante lo svolgimento di questi incontri sarà comunque obbligatoria la presenza costante di un docente dell'istituto.
Nel caso in cui una famiglia decida di negare il proprio consenso, la scuola sarà tenuta a organizzare dei percorsi formativi alternativi – attingendo al Piano triennale dell'offerta formativa – per assicurare il diritto allo studio a chi non partecipa. Queste regole, tuttavia, non si applicheranno in ogni grado di istruzione. Per le scuole dell'infanzia e per le primarie, il legislatore ha introdotto il divieto: in queste aule non si potranno in alcun caso organizzare attività extracurricolari o progettuali dedicate alla sessualità.
L'insegnamento in questo ambito rimarrà esclusivamente confinato alle normali ore curricolari di scienze, dove i docenti continueranno a spiegare l'anatomia e le funzioni riproduttive in base alle vigenti Indicazioni nazionali, senza bisogno di alcun permesso speciale. A fare chiarezza sull'importanza di questi temi è intervenuto direttamente il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, spiegando che lo stop ai progetti liberi non significa cancellare la materia: “Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e all’empatia”.
di Leandro Castagna
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