Crepet: "L’amore è rompersi le palle prima e mancarsi dopo, funziona così". Il "mi manchi" che ferma il respiro e commuove
- La Redazione

- 22 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 23 giu
Crepet racconta un episodio personale che si trasforma in una lezione sull’amore. Dal fastidio alla mancanza, quel “mi manchi” che svela il valore...

“Mio padre era vecchio e solo, e io arrivavo da qualsiasi parte del mondo senza telefonare. Andavo là, suonavo il campanello verso le 19:30, tanto sapevo che era in casa. Poi una sera mi disse: "Ti volevo dire una cosa, anzi forse due. Volevo dirti che questa cosa che tu fai da tanto tempo, che suoni alle 19:30, vieni su e vuoi anche mangiare, mi rompe le palle"”.
L’amore, quello vero, da quanto emerge dal racconto personale di Crepet, psichiatra e sociologo, vive nella mancanza, soprattutto, nella mancanza delle cose che difficilmente sopportiamo dell’altro.
Le parole dell’esperto parlano di un rapporto burrascoso tra padre e figlio, da un lato un giovane mosso da desideri e passione che girovaga in cerca della propria strada nel mondo e dall’altro un adulto, appagato e probabilmente stanco che, come la maggior parte dei genitori, è in cerca di compagnia del figlio. Dietro quel fastidio, però, si nascondeva qualcosa di molto diverso. Crepet racconta che il padre aveva una seconda cosa da dirgli: “La seconda è che domani mattina, quando andrò in cucina a farmi un caffè, vedo quella porta mezza aperta e capisco che tu sei partito alle sei e non so neppure dove sei andato. Beh, volevo dirti che mi manchi”.
Nelle prime parole dure del papà sembrano esserci distanza, fastidio, difesa. Il “mi manchi” invece ferma il respiro e commuove. Silenzio. Resta solo il legame. In definitiva, afferma Crepet: "Questo è l'amore: rompere le palle prima e mancarsi dopo, funziona così".
L’esperto parla del rapporto tra un padre e un figlio, ma il passaggio dal fastidio alla mancanza attraversa ogni legame autentico. È lì che spesso si nasconde l’amore: nelle abitudini che a volte ci pesano, nelle presenze che diamo per scontate e che scopriamo davvero importanti solo quando vengono a mancare.
Per te, lettore che ci segui, qual è il vero significato della parola amore? Ti rispecchi nelle parole dell'esperto? Ti è mai capitato di provare fastidio ma allo stesso modo non poter fare a meno di quella persona?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima.
di Natalia Sessa




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Si spesso alcuni comportamenti del mii compagno mi irritano e mi infastidiscono, in un periodo delicato per me di malattia, lui non voleva spostarsi dalla campagna per andare in paese, io soffrivo tanto il freddo e avevo una brutta sinusite. Dopo una lite furibonda sono scesa in paese e ci siamo lasciati. Sono stata ospedalizzata per una brutta trombosi, mi sentivo stanca ma comunque serena e libera ora stavo bene con me stessa e non dovevo sopportare piu' certi atteggiamenti del mio compagno. Vi sembrera' strano, ma piu' il tempo passava e io sentivo una mancanza, quei difetti, quei comportamenti odiosi, ora lasciavano il posto ad un vuoto. Ora nella quotidianita' invece di godere della liberta' ritrovata, io avvertivo profondam…
Si, mi rompe le palle l arrivo dei figli, i loro casini ma poi quando sono a casa son contenta anche se certi momenti non vedo l ora che se ne vadano. Po quando ripartono mi mancano
La dolorosa perdita di un grande affetto si ravvisa con piacevoli ricordi dei frangenti più fastidiosi
Trent'anni fa ho spostato l'uomo che mi aveva fatto innamorare per la sua genialità;
uomo colto gentile, originale e un po' pazzo.
Con lui non mi annoiavo mai e, siccome io avevo passato un' infanzia abbastanza infelice mi dava quella spensieratezza che non avevo mai avuto e mi faceva stare bene.
Abbiamo passato insieme 25 anni tra alti e bassi; poi , a causa delle sue stravaganze e scelte sbagliate siamo finiti sul lastrico ;
le tensioni in famiglia sono diventate insopportabili e per questo ci siamo separati .
Sono ormai passati 8 anni e viviamo ognuno per proprio conto.
Nonostante questo , non passa un giorno che non ci si senta al telefono, soprattutto la sera , per condividere…
È la persona in se' con i suoi pregi e difetti che ti manca, se questi ultimi però prevaricano di tanto i primi viene meno anche la mancanza. Naturalmente questo relativamente ad un compagno, per un figlio il discorso cambia perché per quanti difetti abbia ,dopo la sensazione di sollievo per una sua assenza subentra il sentimento della mancanza. Ma naturalmente questa è una mia opinione (quasi 50 anni di matrimonio e due figli grandi)