Lucangeli: “Alzati e cammina”. La persona che ci ricorda il nostro valore e ci accompagna con coraggio verso i nostri sentieri
- La Redazione

- 1 giorno fa
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"Per Lucangeli un viaggio diventa autentico quando si sperimenta “l’esperienza del superamento”, quando riusciamo a capire che non è un singolo evento negativo a definirci..."

“C'è bisogno di essere in tanti, gli uni con gli altri, "alzati e cammina" ci mette tutti quanti in un dialogo profondo, di verità, di ricerca, di confronto, di vicinanza, di servizievolità”. L’esperta di neurosviluppo, Daniela Lucangeli, ci spiega quanto sia necessaria la presenza vera dell’altro, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, quando ci dimentichiamo chi siamo e il nostro valore.
Avere qualcuno nella vita che ci faccia da faro, che ci sussurri, appunto, “alzati e cammina”, è un bene prezioso. Per Lucangeli nessuno cresce davvero da solo. Ci sono momenti in cui inciampiamo, perdiamo fiducia o smarriamo la direzione, e proprio allora la presenza di qualcuno capace di tenderci una mano può fare la differenza. Tra le riflessioni che più hanno accompagnata la Lucangeli nel suo percorso personale c’è una celebre frase di Kierkegaard: “Non è il cammino ad essere difficile, è la difficoltà che è il cammino stesso”. A proposito di questa scoperta personale, Lucangeli racconta:
“Avveniva per me proprio come scoperta che anche io, nell'auto determinarmi, stavo scegliendo il mio presente verso il mio futuro”. Una frase apparentemente complessa, ma dal significato molto concreto. Come spiega la stessa esperta: “Camminando ci sporchiamo, camminando inciampiamo, camminando erriamo, e non è lì la forza che va verso l'orizzonte?”
Non è importante soffermarsi sugli errori, sulle cadute, sulle sbavature ma sulla forza con la quale reagiamo, ci mettiamo in piedi e proseguiamo fino alla meta. Una strada senza ostacoli non esiste è questo rappresenta una fortuna, perché è proprio l’esperienza del superamento delle avversità che ci forgia, ci rende più forti e ci aiuta a diventare coraggiosi.
Le parole di Kierkegaard sono state per Lucangeli, metaforicamente, quello che nell’esperienza più comune fa un amico, un familiare, una persona di fiducia quando nei momenti di difficoltà ci ricorda quanto siamo in grado di spingerci oltre, al di là della paura. Quest’ultimo concetto viene ripreso anche da Pitagora, che a proposito di spingersi oltre scrisse: “Abbandona le grandi strade e prendi i sentieri”.
Per Lucangeli queste parole sono un incoraggiamento ad esplorare, a cercare nuovi orizzonti, ad uscire dalla cosiddetta comfort zone per andare, come afferma lei stessa: “con coraggio verso i nostri sentieri, per diventare moltiplicativi di strade, ciascuno secondo la propria possibilità migliore di orizzonti da raggiungere, ma insieme”.
Ed è proprio quell’“insieme” il cuore del messaggio dell’esperta. Per Lucangeli un viaggio diventa autentico quando si sperimenta “l’esperienza del superamento”, quando comprendiamo che non è un singolo errore a definirci e quando scopriamo di non essere soli nel cammino. A volte basta una persona che creda in noi quando noi stessi fatichiamo a farlo. Una persona capace di ricordarci il nostro valore e di dirci, nel momento giusto: “Alzati e cammina”.
E tu, lettore che ci segui, ti è mai capitato di dover fare da faro durante "l’esperienza del viaggio" di un tuo amico o parente? Oppure eri tu quello in cammino?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di Natalia Sessa




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Io credo di aver fatto da' farò" nel cammino di mio figlio ma di essere stata io stessa in cammino, laddove lui, a solo 17 anni è stato inconsapevolmente, forse, il mio faro... Inoltre, ho avuto la fortuna di avere avuto la vicinanza di una amica in alcuni dei momenti più bui ... Credo infine di essere stata il faro di diverse persone che avevano perso la stima in sé stesse, ma questo è potuto accadere perché avendo io, vissuto la stessa esperienza, ho ben capito cosa potessero provare e in una sorta di identificazione è stato per me naturale solidarizzare con loro perché in quel momento, Loro, rappresentavamo me nei miei momenti di fragilità...
Io ho spesso dovuto essere, specialmente ora e da qualche anno, il faro di me stesso. Ogni volta che ho sperimentato una strada credendo in quello che mi diceva la mia anima o il mio istinto piu profondo, è stata una crescita e una scoperta meravigliosa. Ci vuole tanto coraggio e spesso succede di non averne abbastanza. Quante volte sono rimasto impantanato tra la comfort zone e quel senso di urgenza dentro di ne che mi indicava...vai cambia qui non sei felice. Ma non e' facile e non sempre succede di seguire l'anima specie quando sei sempre da solo e nessuno ti supporta. Ma specie in quei casi bisogna stringere i denti e trovare la forza di andare dove nessun…
Stavo camminando e,non avendo un faro ho cercato la luce dentro di me. Poi ho iniziato a guardarmi attorno e ho visto che c'erano tante persone farò. Così osservavo e prendevo luce. Negli anni,ho dovuto essere faro per il mio compagno,non è stato facile perché lui non voleva vedere. Ora,forse,anche lui vede la luce dentro e fuori di sé; così continua il suo cammino.🙏