Maestra condannata a 4 anni, tappava la bocca ai bambini con lo scotch e li legava alle sedie
- La Redazione

- 3 ore fa
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Secondo quanto emerso dall'inchiesta, gli alunni di una scuola elementare sarebbero stati sottoposti a punizioni umilianti, minacce e...

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tappava la bocca ai bambini con lo scotch, li legava alle sedie o alle maniglie delle porte e li minacciava di allontanarli per sempre dalle loro famiglie. È questa la ricostruzione che ha portato alla condanna di una maestra di 63 anni di una scuola elementare del Tarantino, accusata di aver maltrattato alcuni alunni di appena sei anni tra il 2014 e il 2015.
Le ricostruzioni descrivono una gestione della classe basata su metodi violenti: la docente avrebbe ripetutamente utilizzato del nastro adesivo per tappare la bocca ai bambini e si sarebbe spinta fino a legarli alle sedie, o alle maniglie delle porte, servendosi di corde e scotch per impedire loro qualsiasi movimento. In altre occasioni, il materiale didattico dei piccoli veniva gettato fuori dalla finestra e seppellito nel terreno del giardino come misura punitiva.
Le azioni dell'insegnante andavano oltre: tra gli episodi contestati figurano infatti anche frequenti schiaffi sulle mani.
La donna adottava anche pesanti metodi di intimidazione: riprendeva gli alunni con la videocamera del cellulare (o faceva credere loro di farlo) e li minacciava di diffondere le immagini per farli allontanare per sempre dalle rispettive famiglie. Un contesto di tensione che ha causato uno stato di profonda prostrazione nei minorenni, portando uno di loro a sviluppare un blocco psicologico tale da impedirgli temporaneamente di leggere e scrivere. Le indagini hanno inoltre evidenziato il grave pregiudizio derivante dalla cosiddetta "violenza assistita": anche i bambini che non subivano direttamente i maltrattamenti riportavano traumi emotivi semplicemente assistendo alle punizioni inflitte ai compagni.
I fatti contestati risalgono agli anni scolastici tra il 2014 e il 2015. L'inchiesta della Procura ionica, coordinata all'epoca dal magistrato Antonella De Luca, aveva preso il via proprio grazie alle segnalazioni e alle denunce presentate dai familiari degli alunni, allarmati dai racconti e dai disagi dei figli.
Oggi la vicenda giudiziaria è giunta a conclusione. Nel pomeriggio di ieri, il giudice Federica Furio ha condannato la sessantatreenne a 4 anni di reclusione per il reato di maltrattamenti aggravati, stabilendo una pena nettamente superiore rispetto ai 2 anni e 6 mesi che erano stati richiesti dalla pubblica accusa. Il magistrato ha inoltre riconosciuto una provvisionale di 5.000 euro per ciascuna delle famiglie costituitesi parte civile nel procedimento (alcuni di quegli alunni sono ormai diventati maggiorenni), rappresentate legalmente dall'avvocato Viviana Rago.
di Leandro Castagna
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