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Docenti e Ata, burnout nella scuola: Anief chiede uno studio nazionale sullo stress da lavoro e pensione anticipata a 60 anni

L’Anief chiede una ricognizione nazionale sul burnout tra docenti e personale Ata, il riconoscimento dello stress da lavoro correlato e...


"Ora che anche l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha appurato l’esistenza della mancata tutela della salute mentale degli insegnanti, considerando gli ambienti di lavoro dei professionisti dell'insegnamento che significativamente da quelli degli uffici, del settore sanitario e dei servizi e degli ambienti di lavoro industriali”, non è più rinviabile uno studio accurato sul burnout tra i lavoratori della scuola italiana: a sostenerlo è il sindacato autonomo Anief.


Sullo stress da lavoro correlato – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - è arrivato il momento di attuare una ricognizione sull’intero territorio attraverso l'Osservatorio nazionale e nel contempo di somministrare dei test specifici al personale scolastico durante i corsi di aggiornamento sulla sicurezza. Stiamo anche coinvolgendo RSU e RLS e il Ministero dell’Istruzione, su tutte le questioni che hanno a che vedere con il burnout nella scuola, in primo luogo perché sia riconosciuto dallo Stato, oltre che per comprendere se interessa la maggior parte del personale”.


Anief ribadisce che il riconoscimento del burnout, quindi di una professione usurante e l’anticipo pensionistico a 60 anni non possono essere rimandati sine die: la politica e il legislatore se ne devono rendere conto, incaricando l’Osservatorio nazionale perché verifichi l’effettiva il grado di incisività dello stress da lavoro tra gli insegnanti e il personale Ata. E quindi, una volta appurato questo, procedere con una norma che permetta al personale a rischio l’uscita dal lavoro, per andare in pensione, verso i 60 anni. A questo proposito, l’Ufficio Studi del sindacato Anief ha verificato che le coperture economiche non sono impossibili da raggiungere.



“Per finanziare la pensione anticipata per il personale scolastico, senza riduzioni di assegno o penalizzazioni – ha detto ancora Marcello Pacifico - si potrebbe utilizzare una parte del ‘tesoretto’ INAIL pari a 47 miliardi: di questo ne basterebbero 10, quindi poco più di un quinto. Inoltre, si potrebbe separare la spesa sociale dal bilancio INPS del pagamento degli assegni. Perché lo stress da lavoro correlato è una patologia professionale che va riconosciuta”.

di La Redazione


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