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Decreto Scuola, la CISL Scuola detta le condizioni: ecco le misure da modificare e quelle da cancellare

58 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Dall'orario degli istituti tecnici al reclutamento dei DSGA, fino all'integrazione degli alunni stranieri. Il sindacato presenta al Senato le proprie richieste sul decreto in conversione...

Il decreto Scuola 170/2026 è al centro del confronto parlamentare, al quale partecipano anche le organizzazioni sindacali, impegnate a presentare osservazioni e proposte in vista della conversione in legge. Nel corso dell'audizione presso la VII Commissione del Senato, la CISL Scuola ha illustrato le proprie valutazioni sulle misure previste dal provvedimento, indicando gli interventi da rafforzare e quelli che, secondo il sindacato, dovrebbero essere modificati o cancellati.

“I sì e i no della Cisl Scuola sono stati ribaditi nell’audizione dei sindacati che si è svolta presso la settima commissione del Senato, sul decreto legge 170/2026 in via di conversione”, si legge nel comunicato.


A rappresentare l'organizzazione sindacale è stato il segretario nazionale Attilio Varengo, che ha illustrato le osservazioni contenute anche nella memoria scritta depositata agli atti della Commissione.

La CISL Scuola, riferisce il comunicato, “ha avanzato puntualmente richieste di integrazione, modifica o cancellazione delle misure contenute nel decreto, illustrandone punto per punto le motivazioni”. Tra le disposizioni accolte favorevolmente figurano quelle riguardanti l'organizzazione degli insegnamenti negli istituti tecnici. Il sindacato esprime infatti “apprezzamento per gli interventi di riduzione della quota di autonomia nei quadri orari degli istituti tecnici”, pur ritenendo necessario un intervento più incisivo.

La richiesta è quella di procedere con “l'azzeramento e la redistribuzione alle diverse discipline”, con particolare riferimento alle classi di concorso A-21 e A-37 e alla seconda lingua comunitaria.


Un altro punto sul quale la CISL Scuola esprime una valutazione positiva riguarda le procedure di assunzione dei direttori dei servizi generali e amministrativi. Il sindacato manifesta infatti “apprezzamento anche per quanto il decreto prevede riguardo al reclutamento dei DSGA”, con particolare riferimento “alle assunzioni in ruolo previste anche per gli idonei di entrambe le procedure”.

Il giudizio favorevole si estende anche alle disposizioni relative alla formazione iniziale degli insegnanti. La CISL Scuola considera “positiva” la “messa a regime degli accessi riservati del personale precario ai percorsi di abilitazione”, una misura che riguarda le opportunità di conseguimento dell'abilitazione per i docenti non ancora stabilizzati.


Non tutte le disposizioni del decreto, tuttavia, incontrano il favore dell'organizzazione sindacale. Le critiche più nette riguardano le norme dedicate all'integrazione degli studenti stranieri, sulle quali la CISL Scuola conferma una posizione contraria. “Forti critiche invece per le misure che il decreto Scuola contiene in materia di integrazione degli alunni stranieri”, sottolinea il sindacato.

Si tratta, secondo la CISL Scuola, di “norme che la CISL Scuola ha sempre ritenuto inopportune e ambigue nelle loro finalità, e delle quali chiede la cancellazione”.

La posizione espressa durante l'audizione distingue dunque tra gli interventi che il sindacato considera utili, quelli per i quali chiede ulteriori modifiche e le disposizioni che ritiene necessario eliminare dal testo prima della conversione in legge.



di La Redazione


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