Stipendi docenti, il CNDDU chiede 300 euro netti in più al mese: “Aumento strutturale”
Il Coordinamento propone un piano pluriennale aggiuntivo rispetto agli aumenti contrattuali già definiti. Sulle differenze retributive tra dirigenti scolastici e insegnanti, chiede...

Le differenze retributive tra dirigenti scolastici, docenti e personale ATA tornano al centro del dibattito sulla valorizzazione economica delle professionalità della scuola. A intervenire è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che, in seguito alle dichiarazioni del presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, propone un piano straordinario e pluriennale per aumentare gli stipendi degli insegnanti.
La richiesta è quella di un incremento strutturale di almeno 300 euro netti mensili per tredici mensilità, aggiuntivo rispetto agli aumenti già definiti attraverso la contrattazione nazionale. Secondo il Coordinamento, il confronto sulle retribuzioni deve tenere conto delle diverse responsabilità professionali, senza escludere un'analisi delle differenze economiche tra le categorie che operano nelle istituzioni scolastiche.
Nel documento, il CNDDU richiama il rapporto OCSE Education at a Glance 2026 per evidenziare le differenze retributive tra dirigenti scolastici e insegnanti:
"Le rilevazioni internazionali evidenziano che in Italia la distanza tra le retribuzioni effettive medie dei dirigenti scolastici e quelle degli insegnanti risulta particolarmente ampia. Nella scuola primaria, la retribuzione media effettiva dei dirigenti raggiunge circa tre volte quella dei docenti, mentre nei Paesi OCSE con dati disponibili il vantaggio retributivo medio dei dirigenti si attesta al 51%".
Il Coordinamento riconosce le specifiche responsabilità gestionali e amministrative attribuite ai dirigenti scolastici, ma sottolinea che queste non escludono la possibilità di confrontare i trattamenti economici. A questo proposito, afferma: "La comparazione, quando fondata su dati attendibili e criteri omogenei, rappresenta uno strumento di conoscenza delle scelte economiche pubbliche e non una contestazione della funzione dirigenziale".
Il CNDDU richiama inoltre il lavoro svolto dagli insegnanti al di fuori delle ore di lezione, tra progettazione didattica, valutazione, documentazione, rapporti con le famiglie e personalizzazione dei percorsi formativi.
La principale richiesta rivolta al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, riguarda l'avvio di un piano pluriennale per incrementare la retribuzione fondamentale dei docenti. Il CNDDU chiede che l'intervento sia aggiuntivo rispetto agli aumenti contrattuali già definiti e che le risorse siano individuate attraverso una programmazione finanziaria progressiva e permanente.
Il Coordinamento propone inoltre di tradurre l'obiettivo dei 300 euro netti mensili nelle corrispondenti misure retributive lorde, attraverso una quantificazione degli oneri che tenga conto delle condizioni fiscali e contributive del personale.
Il CNDDU chiede di individuare risorse finanziarie dedicate e permanenti, d'intesa con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e nel rispetto delle competenze degli organismi negoziali. L'intervento, secondo la proposta, dovrebbe essere realizzato senza sottrarre finanziamenti al funzionamento delle istituzioni scolastiche.
Nel documento si precisa che l'incremento dovrebbe essere stabile e non subordinato all'assunzione di ulteriori incarichi o all'ampliamento degli obblighi professionali. La richiesta è quindi quella di intervenire sulla retribuzione ordinaria, mantenendo distinta la remunerazione delle prestazioni aggiuntive.
Il Coordinamento afferma: "Il riconoscimento economico dell’insegnamento deve infatti riguardare anzitutto la retribuzione ordinaria, mentre le prestazioni aggiuntive devono continuare a essere oggetto di specifica remunerazione".
La proposta del Coordinamento riguarda anche il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, il cui contributo viene indicato come essenziale per il funzionamento delle scuole. Il CNDDU chiede che una politica retributiva equilibrata consideri le specificità dei diversi profili professionali e presti particolare attenzione alle fasce salariali meno elevate.
Il documento richiama infine la necessità di un confronto istituzionale tra le componenti del sistema scolastico, evitando che il dibattito sulle differenze retributive si trasformi in una contrapposizione tra categorie.
Nelle conclusioni, il Coordinamento ribadisce la propria richiesta al ministro Valditara: "Il riconoscimento del lavoro docente non può limitarsi alla constatazione della sua complessità, ma deve tradursi in un miglioramento economico concreto, strutturale e verificabile".
La proposta del Coordinamento apre quindi il confronto su un possibile incremento strutturale degli stipendi dei docenti, aggiuntivo rispetto agli aumenti contrattuali già definiti, e sulla necessità di considerare anche le condizioni economiche del personale ATA.
di Leandro Castagna
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sarebbe ora che retribuisse ro tutto il lavoro di programmazione giornaliera delle lezioni, preparazione e correzione verifiche e tutta la mole di impegni pomeridiano quali caricamento di attività e file su drive, corsi sicurezza, riunioni, preparazione attività post orario scolastico per gli studenti. Siamo oberati di lavoro e sottopagati.Siamo davvero stanchi e demotivati. Grazie