Supplenze, poche ore al 30 giugno possono bloccare il passaggio a una cattedra intera: la UIL chiede una modifica
Il vincolo riguarda gli incarichi già iniziati da graduatoria d’istituto. L’ordinanza tutela la continuità didattica, mentre il sindacato chiede...

Chi ha già preso servizio su uno spezzone fino al 30 giugno conferito dalle graduatorie d’istituto non può lasciarlo senza incorrere in sanzioni per accettare una successiva nomina da GPS. Il vincolo vale anche quando l’incarico in corso comprende poche ore settimanali e la nuova proposta offre una cattedra completa.
La UIL Scuola, nel documento pubblicato il 19 ottobre, ha chiesto al Ministero di rivedere questo vincolo, che secondo il sindacato penalizza chi riceve una proposta più favorevole dopo aver iniziato il servizio.
L’ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, valida per il biennio 2026/2027–2027/2028, consente invece di lasciare una supplenza temporanea per accettarne una al 30 giugno o al 31 agosto.
Chi abbandona invece un incarico al 30 giugno per accettare un’altra nomina perde la possibilità di ottenere qualsiasi supplenza, comprese quelle brevi, per la restante validità delle graduatorie.
La sanzione riguarda tutte le classi di concorso e le tipologie di posto di ogni grado di istruzione.
Il Ministero ha motivato questa scelta nelle premesse dell’ordinanza, respingendo una proposta che avrebbe consentito di lasciare incarichi al 30 giugno o al 31 agosto per altre supplenze della stessa durata. Secondo l’amministrazione, permettere questi cambi dopo l’avvio del servizio comprometterebbe la continuità didattica.
Per chi lavora su poche ore resta da verificare il completamento, mantenendo il contratto già avviato e aggiungendo altri incarichi compatibili. L’ordinanza lo prevede entro l’orario obbligatorio di insegnamento, nella stessa provincia e nel rispetto dei vincoli sulle sedi, sugli spostamenti e sull’organizzazione degli insegnamenti.
È proprio sulla distanza tra queste possibilità e le occasioni effettivamente offerte dalle convocazioni che insiste la UIL: “La disposizione limita le possibilità di miglioramento della propria condizione lavorativa, anche quando il docente è titolare di uno spezzone orario”.
La UIL chiede quindi maggiori possibilità di scelta, con particolare attenzione al completamento dell’orario e all’accesso a incarichi più lunghi.
di Leandro Castagna
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