Decreto sicurezza, Meloni: “Se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori”. Le nuove pene per le manifestazioni violente
Il provvedimento distingue chi partecipa alle violenze da chi organizza i gruppi, anche online. Previste sanzioni per i genitori e...

Organizzare un gruppo destinato a compiere violenze durante una manifestazione, anche attraverso strumenti informatici o telematici, potrebbe essere punito con la reclusione da quattro a dodici anni. È una delle misure contenute nel decreto sulla sicurezza pubblica e sul contrasto alla criminalità minorile, approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre, dopo i disordini a Milano e in altre città.
Nel video diffuso dopo la riunione, Giorgia Meloni ha collegato l’intervento alle devastazioni e ai saccheggi degli ultimi giorni: “Non c’è disagio sociale, non c’è opposizione al governo che possa giustificare la devastazione di un negozio per portare via la merce”.
Lo schema diffuso dopo il Consiglio dei ministri distingue chi organizza, promuove o incita il gruppo da chi prende parte alle condotte violente. Al momento della verifica del 21 ottobre, il decreto non risulta nelle edizioni disponibili della Gazzetta Ufficiale: le misure sono quindi in attesa dell’entrata in vigore.
Le condotte punite e le aggravanti
Il testo prevede l’inserimento nel codice penale del reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, con una pena base da due a cinque anni di reclusione e una multa da 10mila a 20mila euro.
La disposizione riguarda chi, durante una manifestazione, partecipa a un gruppo organizzato di almeno cinque persone e utilizza illegittimamente oggetti atti a offendere oppure lancia oggetti o materiali pirotecnici, creando un pericolo concreto per l’incolumità delle persone. La sola presenza al corteo non è la condotta descritta dalla norma.
Illustrando le conseguenze per questi comportamenti, Meloni ha dichiarato: “Rischi fino a cinque anni di carcere e fino a 20 mila euro di multa”.
Lo schema prevede aumenti di pena per chi rende difficoltosa la propria identificazione e per le condotte dirette contro infrastrutture e beni destinati a servizi pubblici. Ulteriori aggravamenti riguardano le lesioni personali.
Che cosa viene previsto per i genitori
Alle disposizioni penali si affiancano quelle sui danni provocati dai minorenni. Meloni ha riassunto così l’intervento: “Applichiamo un principio semplice, chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori”.
Lo schema prevede per chi esercita la responsabilità genitoriale una sanzione amministrativa da 500 a mille euro, elevata da mille a duemila euro in caso di reiterazione delle condotte indicate. È prevista la possibilità di dimostrare di non aver potuto impedire il fatto.
Per i danni a beni dello Stato, delle Regioni o degli enti locali, il prefetto potrebbe ordinare anche il pagamento del risarcimento. I privati danneggiati potrebbero invece utilizzare gli atti dell’ordinanza e una consulenza sulla stima dei danni per chiedere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo.
Il provvedimento interviene inoltre sui procedimenti a carico dei ragazzi tra 14 e 18 anni, introducendo una presunzione di capacità di intendere e di volere fino a prova contraria. La formulazione definitiva e le decorrenze delle disposizioni dovranno essere verificate sul testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
di Leandro Castagna
Pensioni scuola 2027, domande da oggi al 21 ottobre: requisiti e date da ricordare
Assicurazione sanitaria docenti e ATA, il codice di conferma non arriva? Cosa controllare per completare la registrazione
GPS, il punteggio può cambiare dopo la prima supplenza: cosa controlla la scuola e perché conservare il decreto di convalida




.jpg)
.jpg)




















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)




















.jpg)
Commenti