Bambino di 11 anni picchiato e costretto a lavorare in stalla: chiesti 6 anni per il padre e 3 e mezzo per la madre
La vicenda era emersa nel marzo 2025 dopo il racconto del minore alla sua insegnante di sostegno. Negli ultimi giorni il caso è tornato al centro delle cronache con...

Una domanda sulla Festa del papà, una reazione inattesa e il racconto di quanto sarebbe accaduto tra le mura domestiche. È da un episodio avvenuto a scuola il 19 marzo 2025 che ha preso avvio l’inchiesta sui presunti maltrattamenti ai danni di un bambino di 11 anni, residente nel Montebellunese, in provincia di Treviso. La vicenda è tornata al centro delle cronache negli ultimi giorni, quando il pubblico ministero ha chiesto sei anni di reclusione per il padre e tre anni e sei mesi per la madre.
Il procedimento riguarda le accuse di maltrattamenti in famiglia contestate a entrambi i genitori. Secondo la ricostruzione accusatoria, il minore avrebbe vissuto a lungo in un contesto caratterizzato da violenze fisiche e da pesanti mansioni da svolgere nella stalla di famiglia.
Tutto sarebbe cominciato quando l’insegnante di sostegno, parlando con il bambino in occasione della Festa del papà, gli avrebbe chiesto come avrebbe trascorso quella giornata. Il minore sarebbe scoppiato a piangere, raccontando di essere picchiato dal padre.
La docente informò la dirigenza scolastica, che segnalò il caso ai carabinieri di Montebelluna. Gli investigatori avviarono gli accertamenti e il bambino fu ascoltato in forma protetta.
Nel suo racconto avrebbe descritto una quotidianità fatta di punizioni fisiche e di lavori nella stalla, da svolgere prima di andare a scuola e dopo il rientro.
Secondo quanto emerso dalle indagini, le mansioni legate alla cura degli animali e alla pulizia degli spazi avrebbero occupato una parte consistente delle sue giornate, lasciandogli poco tempo per i compiti e il gioco.
Per verificare quanto riferito dal minore, i carabinieri installarono dispositivi di registrazione e ripresa all’interno dell’abitazione. Il materiale raccolto avrebbe documentato episodi di urla, minacce e percosse. Nel corso del processo è stato mostrato anche un video relativo a un’aggressione del 6 maggio 2025: secondo la ricostruzione accusatoria, il padre avrebbe colpito il figlio con una cintura.
Il giorno successivo, 7 maggio 2025, l’uomo fu arrestato. Il bambino venne allontanato dalla casa familiare e collocato in una struttura protetta.
Anche la posizione della madre è al centro del procedimento: secondo l’accusa, non sarebbe intervenuta per proteggere il figlio né avrebbe denunciato quanto accadeva.
Le testimonianze della docente e della dirigente scolastica hanno contribuito a ricostruire come la vicenda sia emersa e quale ruolo abbia avuto la scuola nella segnalazione. Ed ecco che, al termine della requisitoria, il pubblico ministero ha chiesto sei anni di reclusione per il padre e tre anni e sei mesi per la madre.
Si tratta delle pene richieste dall’accusa, non di una condanna definitiva. Sarà il tribunale a valutare gli elementi raccolti durante le indagini e il dibattimento e a decidere sulle responsabilità contestate ai due imputati.
di Leandro Castagna
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