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Supplenze docenti 2026/2027, la UIL Scuola chiede al MIM correttivi su sanzioni, assegnazione degli incarichi e completamento orario

1 giorno fa
Tempo di lettura: 3 min

Supplenze docenti 2026/2027, al centro del confronto con il MIM le sanzioni per il rifiuto degli incarichi, le assegnazioni tramite GPS...

Rinunciare a una supplenza può comportare conseguenze anche su altre scuole? E un docente che ha già accettato un incarico può lasciarlo per una proposta più favorevole? Sono alcune delle questioni sollevate dalla UIL Scuola nel confronto con il Ministero dell'Istruzione e del Merito sulla gestione delle supplenze per l'anno scolastico 2026/2027.


Il sindacato chiede di intervenire sulle procedure di assegnazione, sulle sanzioni e sui vincoli che, a suo giudizio, limitano le opportunità lavorative dei docenti precari.

La prima criticità riguarda la gestione dei posti disponibili e degli spezzoni orario. “Abbiamo espresso forti perplessità sulle modalità di gestione dei posti e degli spezzoni orario disponibili, evidenziando criticità che incidono sul corretto conferimento delle supplenze e sulle possibilità di completamento dell’orario dei docenti”. Per la UIL Scuola è necessario assicurare maggiore trasparenza nelle disponibilità, evitando che le procedure di assegnazione penalizzino gli aspiranti. Un'altra richiesta riguarda la durata degli incarichi sui posti che si rendono disponibili entro il 31 dicembre. “Le supplenze conferite sui posti che si rendono disponibili entro il 31 dicembre, pur non essendo vacanti, devono avere durata fino al 30 giugno e non essere limitate al termine delle lezioni, come avviene attualmente in determinate situazioni”.


Secondo il sindacato, quando il posto è disponibile per l'intero anno scolastico, il contratto dovrebbe garantire continuità fino al termine delle attività didattiche, senza penalizzazioni economiche per il lavoratore. Particolarmente delicata è la questione delle rinunce alle supplenze da graduatorie di istituto e delle conseguenze prodotte dalla loro registrazione nel sistema informativo SIDI.

“Abbiamo segnalato una grave criticità legata al funzionamento del sistema informativo SIDI nella gestione delle rinunce alle supplenze da graduatorie di istituto”.

Il sindacato evidenzia che la rinuncia a una proposta potrebbe determinare effetti sanzionatori anche nei confronti di altre scuole indicate dall'aspirante. “Si tratta di un effetto che riteniamo ingiustificato. La rinuncia deve produrre conseguenze esclusivamente nei confronti della scuola interessata e non estendersi alle altre istituzioni scolastiche”. Da qui la richiesta di correggere il sistema informatico, circoscrivendo le conseguenze della rinuncia alla sola istituzione scolastica coinvolta.

Un ulteriore problema riguarda i docenti già impegnati in una supplenza breve che ricevono successivamente una proposta dalle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS).

“Abbiamo chiesto di garantire che la mancata accettazione della nuova proposta non determini alcuna sanzione per il docente che decide di mantenere l’incarico già in corso, in coerenza con quanto previsto dall’ordinanza ministeriale”.

La posizione della UIL Scuola è netta. “Non è accettabile che un docente già impegnato in un rapporto di lavoro possa essere penalizzato per la scelta di proseguire la supplenza precedentemente accettata”.


Il sindacato contesta inoltre il divieto di lasciare una supplenza conferita da graduatoria di istituto per accettare una successiva nomina da GPS, anche quando quest'ultima offrirebbe condizioni migliori. “La disposizione limita le possibilità di miglioramento della propria condizione lavorativa, anche quando il docente è titolare di uno spezzone orario e potrebbe ottenere, attraverso le GPS, un incarico più favorevole sotto il profilo della durata o della consistenza oraria”. Per questo la UIL Scuola chiede di rivedere la previsione, tutelando soprattutto il completamento dell'orario e l'accesso a contratti di maggiore durata. “L’obiettivo è garantire regole chiare, procedure uniformi su tutto il territorio nazionale e un sistema di conferimento delle supplenze che tuteli concretamente i diritti dei lavoratori, senza introdurre penalizzazioni ingiustificate o limitazioni alle opportunità occupazionali”.

di La Redazione


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