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Manifestazione studentesca degenera al centro commerciale: il CNDDU condanna i danneggiamenti e richiama alla responsabilità

1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min

Dopo gli episodi del 19 ottobre davanti agli istituti Russell e Carrara e i danneggiamenti al centro commerciale Guastalla 2, il CNDDU chiede che siano accertate le...

Una protesta studentesca che si trasforma in un'irruzione in un centro commerciale, una vetrata danneggiata e l'intervento delle forze dell'ordine. È quanto sarebbe accaduto nella mattinata del 19 ottobre a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, durante una manifestazione organizzata davanti agli istituti Russell e Carrara.


Secondo le ricostruzioni giornalistiche richiamate dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), alcuni manifestanti avrebbero raggiunto la galleria del centro commerciale Guastalla 2, dove si sarebbero verificati momenti di tensione e danneggiamenti.

Il Coordinamento condanna l'accaduto, chiedendo che gli eventuali responsabili vengano individuati e che la protesta non diventi una giustificazione per comportamenti lesivi.

“Quanto accaduto non può essere ridimensionato a una manifestazione di insofferenza adolescenziale né ricondotto genericamente a un disagio generazionale”.

Il CNDDU richiama la necessità di distinguere il diritto degli studenti a manifestare dalle condotte che mettono a rischio la sicurezza delle persone. “Il dissenso nei confronti del sistema scolastico non conferisce alcuna giustificazione a iniziative che compromettono la sicurezza, arrecano danni e coinvolgono persone estranee alla protesta”.



Un altro elemento evidenziato dal Coordinamento riguarda l'organizzazione della mobilitazione attraverso i social network e le dinamiche di gruppo che possono accompagnare simili iniziative. “Quando la partecipazione si trasforma in esibizione di forza e l'appartenenza al gruppo prevale sulla valutazione delle conseguenze, emerge una carenza di responsabilità che non può essere affrontata attraverso interpretazioni indulgenti o spiegazioni sociologiche utilizzate come attenuanti”.

Per il CNDDU, qualora i fatti vengano confermati, è necessario accertare le responsabilità dei singoli partecipanti. “Sarebbe un grave errore educativo considerare la giovane età una ragione sufficiente per minimizzare comportamenti che, se commessi in altri contesti, verrebbero valutati con ben diversa severità”.

Il Coordinamento insiste sul valore educativo delle regole e delle conseguenze che derivano dalla loro violazione. “La funzione formativa delle istituzioni scolastiche perde credibilità quando il richiamo alle regole non trova riscontro nelle conseguenze della loro violazione”.

La riflessione coinvolge anche le famiglie, chiamate, secondo il CNDDU, a condividere con la scuola la responsabilità di educare i ragazzi al rispetto degli altri e dei beni comuni.

“La scuola non può essere considerata l'unico presidio educativo né può essere lasciata sola a gestire comportamenti che evidenziano una preoccupante banalizzazione della trasgressione”. Il rischio, osserva il Coordinamento, è che la dimensione collettiva della protesta finisca per attenuare, almeno nella percezione dei giovani, la responsabilità delle azioni individuali.


Da qui l'auspicio che gli accertamenti consentano di chiarire rapidamente la dinamica dell'episodio, evitando generalizzazioni nei confronti degli studenti che hanno manifestato pacificamente. “Una comunità educante autorevole non rinuncia all'ascolto, ma non scambia la comprensione per giustificazione. La credibilità delle istituzioni scolastiche si misura anche nella capacità di affermare con chiarezza che nessuna forma di protesta può trasformarsi in una legittimazione dell'intimidazione, del danneggiamento o del disprezzo delle regole”.

di La Redazione


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