Formazione scuola-lavoro, fondi tagliati del 26% per studente. FLC CGIL: “Più obblighi e meno risorse”
Per il 2026/2027 diminuiscono le quote destinate a licei, tecnici e professionali. Il sindacato denuncia il definanziamento della scuola pubblica e chiede nuovi stanziamenti nella prossima legge di bilancio.

Meno risorse per ogni studente, proprio mentre alle scuole viene chiesto di rafforzare il rapporto tra formazione e mondo del lavoro. È la contraddizione denunciata dalla FLC CGIL, che contesta la riduzione dei finanziamenti destinati alla Formazione scuola-lavoro (FSL, ex PCTO) per l'anno scolastico 2026/2027.
Secondo il sindacato, i nuovi parametri comunicati dal Ministero dell'Istruzione e del Merito attraverso la nota di assegnazione integrativa al Programma Annuale 2026 comportano una diminuzione di circa il 26,8% delle quote per studente in tutti gli indirizzi della scuola secondaria di secondo grado. Il confronto con l'anno scolastico precedente evidenzia le riduzioni denunciate.
Indirizzo | Quota 2025/2026 | Quota 2026/2027 |
Istituti professionali | 47,94 € | 35,07 € |
Istituti tecnici | 34,24 € | 25,05 € |
Licei | 20,55 € | 15,03 € |
Per la FLC CGIL, si tratta di una scelta che riduce le possibilità organizzative delle istituzioni scolastiche, soprattutto negli indirizzi in cui la Formazione scuola-lavoro richiede attività articolate e rapporti continuativi con le realtà produttive. “Le altisonanti promesse di rilancio del sistema educativo nazionale continuano a scontrarsi con la realtà dei numeri”. Il sindacato contesta in particolare la distanza tra l'ampliamento delle attività previste nei percorsi tecnici e professionali e la diminuzione delle risorse disponibili. “Siamo di fronte a una palese incoerenza: si impone alle scuole un carico organizzativo ed educativo pesantissimo legato alle attività di Formazione scuola-lavoro e ai percorsi integrati con le aziende, ma contemporaneamente si tagliano le risorse vive per studente proprio nei settori tecnici e professionali, che subiscono le sforbiciate più pesanti in termini assoluti”.
La critica riguarda anche l'estensione delle attività di Formazione scuola-lavoro a partire dalle seconde classi degli istituti tecnici e i percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale. “Come si fa a garantire una formazione di qualità e laboratori all'avanguardia riducendo del 26% i fondi a disposizione di ciascun iscritto?”
Secondo la FLC CGIL, la riduzione delle quote non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una politica più ampia di contenimento delle risorse destinate all'istruzione.
“La FLC CGIL denuncia la rigorosa coerenza di questo governo nel mantenere sottofinanziato il settore dell'istruzione”. Il sindacato collega la questione dei finanziamenti anche alle condizioni economiche del personale docente, richiamando i dati del rapporto OCSE Education at a Glance 2026. Nella lettura proposta dalla FLC CGIL, il divario retributivo rispetto alla media europea supera il 19%, pari a 12.509 dollari a parità di potere d'acquisto, un confronto che il sindacato utilizza per evidenziare la distanza tra gli stipendi italiani e quelli di altri Paesi europei.
La denuncia assume così una dimensione più ampia, che riguarda tanto le risorse per le attività didattiche quanto il riconoscimento economico del lavoro degli insegnanti.
Per il sindacato, la riduzione dei finanziamenti rischia inoltre di aumentare la dipendenza delle scuole da risorse e collaborazioni esterne, indebolendo l'autonomia dell'istruzione pubblica. Da qui la richiesta di invertire la rotta già con la prossima manovra finanziaria. “La FLC CGIL continuerà a mobilitarsi contro questo disegno di svuotamento della scuola della Costituzione, rivendicando risorse vere e stanziamenti aggiuntivi immediati a partire dalla prossima legge di bilancio, sia per finanziare l'attività didattica quotidiana sia per restituire il giusto valore al lavoro di chi la scuola la fa tutti i giorni”.
di La Redazione
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