Docenti precari, risarcimenti anche dopo l’assunzione: Anief rilancia la battaglia contro l’abuso dei contratti a termine
La Cassazione chiarisce che la stabilizzazione non esclude l’indennizzo per l’abuso del precariato. Il sindacato chiede interventi anche sulle...

La Corte di cassazione chiarisce che i precari della scuola possono ottenere un risarcimento per l’abuso dei contratti a termine anche dopo l’assunzione a tempo indeterminato. La pronuncia, richiamata da Anief, riguarda le controversie ancora pendenti e stabilisce che la stabilizzazione non sostituisce l’indennità eventualmente dovuta al lavoratore.
Il sindacato torna così a chiedere interventi contro il precariato e le disparità di trattamento tra supplenti e personale di ruolo.
Nel documento, Anief denuncia il mancato intervento delle istituzioni sulla tutela dei lavoratori a tempo determinato e sulle differenze retributive.
“Sul trattamento dei supplenti nelle scuole pubbliche italiane, continua ad essere ignorata la procedura di infrazione e messa in mora europea per via della disparità salariale dei precari, la n. 2277, e la condanna partita da Bruxelles sull’abuso dei contratti a termine per il personale Ata”, denuncia Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief.
Il sindacato riferisce inoltre di aver presentato denunce al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa in relazione alla condizione dei docenti precari italiani. Tra le criticità segnalate figura anche la mancata adozione delle misure che, secondo Anief, dovrebbero garantire il recepimento annuale del diritto dell’Unione europea nell’ordinamento italiano.
La Cassazione: il risarcimento può affiancare la stabilizzazione
La pronuncia riguarda l’articolo 36, comma 5, del decreto legislativo n. 165/2001, modificato dall’articolo 12 del decreto legge n. 131/2024, convertito dalla legge n. 166/2024. La Corte ha stabilito che la nuova disciplina si applica anche alle controversie pendenti, compresi i giudizi di rinvio, salvo i casi coperti da giudicato interno.
Nella sentenza, la Cassazione precisa che l’immissione in ruolo "si affianca ma non sostituisce" l’indennità dovuta in caso di abuso nella successione dei contratti a termine.
La normativa prevede un risarcimento compreso tra quattro e ventiquattro mensilità, da determinare sulla base delle disposizioni applicabili e delle circostanze del caso concreto. Non tutti i supplenti hanno quindi diritto all’indennizzo: occorre valutare la singola posizione e accertare l’abuso contestato.
Anief richiama le possibili ricadute sui contenziosi già avviati, con particolare riferimento ai docenti di religione cattolica, agli insegnanti di sostegno e al personale ATA. Secondo il sindacato, chi ha una causa pendente può proseguirla, mentre chi l’aveva sospesa in attesa del chiarimento della Cassazione può riprenderla.
Le richieste di Anief su reclutamento e posti vacanti
Durante l’esame del decreto legge scuola n. 2053, Anief ha presentato una serie di proposte che, secondo il sindacato, mirano a recepire il diritto europeo e a intervenire sulle condizioni di lavoro del personale precario.
Tra le misure indicate figura l’estensione del doppio canale di reclutamento ai docenti inseriti nella prima fascia delle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), sia su posto comune sia sul sostegno. Anief propone inoltre di trasformare in organico di diritto oltre 50 mila posti di sostegno in deroga, indicati dall’organizzazione come vacanti da più anni.
Le richieste comprendono anche le assunzioni sul 100% dei posti vacanti per il personale ATA e la parità retributiva tra lavoratori precari e personale di ruolo. Si tratta di proposte sindacali che dovranno essere valutate nell’ambito del confronto politico e normativo.
Pacifico: "Si procederà con le possibili sanzioni"
Il prossimo passaggio indicato da Anief è la legge di bilancio. Il sindacato chiede al Governo risposte sulle misure proposte e annuncia che continuerà a sollecitare le istituzioni europee in caso di mancati interventi.
"Dopo questi esami e sviluppo – conclude Marcello Pacifico –, toccherà al disegno di legge di bilancio e se non ci saranno risposte nemmeno in quello, si procederà con le possibili sanzioni, anche giornaliere, da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia: una procedura che sarà sollecitata dalla nostra stessa organizzazione sindacale", afferma il presidente nazionale di Anief.
Le eventuali sanzioni dipendono dalle procedure e dalle decisioni delle istituzioni europee: non costituiscono quindi un esito già acquisito, ma una prospettiva indicata dal sindacato.
Anief auspica infine che le corti di merito non respingano più le cause sulla base della cessazione della materia del contendere conseguente alla successiva assunzione. La pronuncia della Cassazione offre un riferimento per la gestione dei contenziosi, ferma restando la necessità di valutare i presupposti del risarcimento in ogni singolo caso.
di Leandro Castagna
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