Docente precario, 100mila euro tra risarcimento e arretrati per 22 anni di contratti a termine
Docente precario, 100mila euro tra risarcimento e arretrati per 22 anni di contratti a termine...

Un insegnante di religione cattolica ha lavorato con contratti annuali per 22 anni, prima di ottenere l’immissione in ruolo. Il Tribunale di Savona ha riconosciuto l’abuso nella successione delle supplenze e condannato il Ministero a versargli un’indennità, insieme alle differenze stipendiali maturate per l’anzianità di servizio. A rendere noto il caso è Anief, che indica un valore complessivo di circa 100mila euro.
Il sindacato ricostruisce così la vicenda: “La giudice che ha esaminato il caso ha accertato che l’amministrazione avrebbe potuto e dovuto assumere da tempo il docente e poiché è stato fatto solo di recente, ciò ha determinato un danno, umano e patrimoniale, allo stesso insegnante, che ora deve essere equamente risarcito”.
Le due somme riconosciute al docente
Il dispositivo riportato da Anief distingue due voci. Per l’abusiva reiterazione dei contratti, il Tribunale ha disposto un’indennità pari a 22 mensilità dell’ultima retribuzione utilizzata per il calcolo del TFR.
A questa si aggiungono 30.848,08 euro per gli aumenti di stipendio legati all’anzianità, oltre alle corrispondenti differenze sulla tredicesima. Sono inoltre previsti interessi e rivalutazione secondo quanto stabilito nel provvedimento.
La distinzione permette di leggere correttamente anche la cifra complessiva annunciata dal sindacato: i circa 100mila euro comprendono sia l’indennità per l’abuso dei contratti sia le somme dovute per la progressione economica. L’importo complessivo è una stima di Anief; nel dispositivo riprodotto, l’indennità è espressa in mensilità.
Il sindacato colloca la decisione nel contenzioso sul precariato scolastico: “Anief ricorda che nei tribunali d’Italia si sta procedendo a risarcimenti corposi soprattutto dopo che la Cassazione e la Corte di Giustizia europea si sono espressi a favore dei precari storici proprio sull’abuso dei contratti a termine, in particolare dei docenti di religione cattolica”.
L’immissione in ruolo e il diritto al risarcimento
Uno degli aspetti richiamati da Anief riguarda i lavoratori che, dopo anni di supplenze, sono stati assunti a tempo indeterminato. Nel comunicato il sindacato afferma che “la stabilizzazione non cancella più il risarcimento: ci sono fino a 24 mensilità per i precari della scuola, a partire dai docenti di religione e di sostegno”.
Su questo punto interviene la sentenza della Cassazione n. 26566 del 10 ottobre 2026: applicando la disciplina introdotta nel 2024, la Corte chiarisce che la stabilizzazione si affianca alla misura risarcitoria. Può incidere sulla quantificazione dell’indennità quando è direttamente collegata all’abuso.
La norma prevede una somma compresa tra 4 e 24 mensilità, da determinare considerando la gravità della violazione, il numero dei contratti e la durata complessiva del rapporto. Resta possibile dimostrare un danno maggiore. Per ottenere l’indennità occorre comunque che venga accertato l’abuso: il numero degli anni di servizio, da solo, non permette di stabilire l’esito del ricorso o quanto spetterà al lavoratore.
di Leandro Castagna
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