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Galimberti: "Che senso ha la mia vita?" La domanda che torna quando gli impegni finiscono e restiamo con noi stessi

1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

Per molti il senso della vita si lega a una fede, una famiglia, un percorso riconoscibile. Per la gran parte delle nuove generazioni, invece, prima di costruire il futuro occorre…

“La gente veniva da me per risolvere problemi sentimentali, emotivi, anche sessuali. Oggi sì, c'è ancora qualcuno che viene per questa ragione, ma la domanda più forte che viene oggi da coloro che vengono in analisi è: "Che senso ha la mia vita?"”.

Umberto Galimberti racconta come è cambiato il suo lavoro. Una volta in studio arrivavano un amore finito, un'ansia, una difficoltà nella coppia. Il disagio aveva un nome e un indirizzo. Si trattava di una relazione da sistemare, di un sintomo da capire. Oggi arrivano persone che stanno abbastanza bene. Hanno un lavoro, una famiglia, una casa, e a un certo punto si chiedono perché fanno tutto questo. Nessuna crisi particolare, solo una domanda che non trova risposta. La sera, finite le cose da fare, resta quella. Il filosofo la rivolge anche a chi lo ascolta: “Non so se nessuno di voi se l'è posta.” Vale la pena fermarsi.

Capita di essersela posta a vent'anni davanti a una scelta, o a cinquanta dopo un lutto. Più spesso la teniamo lontana con le cose di ogni giorno: le scadenze, il telefono, gli impegni. Essere occupati ci permette di non rispondere. Finché c'è qualcosa da fare, non dobbiamo chiederci perché. Poi Galimberti spiega da dove nasce questa domanda: “Nasce perché ci troviamo in un'epoca - la prima volta nella storia dell'umanità - che è priva di un orizzonte di senso. Non è mai successo”.

È una domanda che attraversa le generazioni, ma le trova davanti a riferimenti diversi. Per molte persone cresciute con una fede, una comunità o un percorso già tracciato, la risposta può essere più immediata: il senso della vita si lega a ciò in cui hanno creduto e per cui si sono impegnate. Per la gran parte delle nuove generazioni, invece, quei riferimenti sono venuti meno o hanno perso forza. La risposta richiede allora un lavoro personale: fare esperienze, riconoscere ciò che conta, capire a quali relazioni e progetti dedicare le proprie energie. Mentre un tempo il progetto era spesso già delineato e bisognava realizzarlo, oggi, in molti casi, occorre prima elaborare un progetto su misura, per poi consolidarlo nel quotidiano.

Lettore che ci segui, che cosa dà senso alla tua vita oggi? Hai seguito una strada già tracciata o hai dovuto costruirne una tua? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontacelo nei commenti, anche in forma anonima. La tua esperienza può aiutare chi sta ancora cercando una direzione.


di Leandro Castagna

1 commento


Maria
18 minuti fa

Nessuna strada tracciata. Avevo un progetto in mente ma purtroppo non è stato facile... Il senso oggi? Mia figlia e mio marito, il lavoro è prendermi cura di me. Cura di me, mente e corpo.

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