Precari storici della scuola contro gli emendamenti di Lega e Fratelli d’Italia al DL Scuola: “Il 50% dei posti deve andare alle GPS”
I precari storici contestano gli emendamenti al DL Scuola presentati da Lega e Fratelli d’Italia, chiedono pari opportunità di assunzione tra Graduatorie di Merito...

Il doppio canale di reclutamento continua a dividere il mondo della scuola. Al centro della discussione non c'è soltanto la possibilità di assumere anche dalle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), ma soprattutto quanti posti verrebbero effettivamente riservati ai docenti precari. A contestare gli emendamenti al DL Scuola presentati da Lega e Fratelli d'Italia sono i precari storici, che giudicano insufficiente un sistema nel quale le assunzioni dalle GPS scatterebbero soltanto dopo l'utilizzo delle graduatorie concorsuali.
“I precari storici della scuola esprimono forte contrarietà e dissenso sugli emendamenti al DL Scuola presentati da Lega e Fratelli d’Italia relativi al doppio canale di reclutamento e si chiedono: perché tanto accanimento nei loro confronti? Perché prevedere un doppio canale con assunzione dei precari solo sui posti residui dei concorsi?”
La richiesta è precisa: una ripartizione paritaria delle disponibilità tra le due modalità di reclutamento. “Il vero doppio canale è quello che prevede il 50% dei posti da attribuire alle GM concorsuali e l’altro 50% dalle GPS”.
Secondo i firmatari del comunicato, il meccanismo proposto dai partiti di maggioranza rischierebbe invece di lasciare pochissime possibilità di stabilizzazione agli insegnanti inseriti nelle graduatorie provinciali. “Chi ha presentato quegli emendamenti invece sa benissimo che dalla GPS, salvo eccezioni rarissime, non si assumerà mai, a causa dell’istituzione, da parte della stessa maggioranza e non dell’Europa o dell’opposizione, della figura dell’idoneo e degli elenchi regionali”. Il riferimento è alla presenza di ulteriori categorie di aspiranti all'assunzione, che, secondo i precari, potrebbero assorbire gran parte delle disponibilità prima dell'eventuale ricorso alle GPS.
La protesta investe anche le dichiarazioni dei rappresentanti politici che sostengono gli emendamenti, in particolare Carmela Bucalo e Roberto Marti. “È ancora più sconcertante leggere le dichiarazioni dei due proponenti, Bucalo e Marti, secondo cui gli emendamenti ridurrebbero il precariato e garantirebbero maggiore continuità didattica”. Per i docenti che hanno accumulato anni di servizio, la continuità dell'insegnamento dovrebbe passare proprio dalla stabilizzazione di chi già lavora nelle scuole con contratti a termine.
“La continuità si garantisce solo stabilizzando il personale con anni di servizio inserito nelle GPS; tuttavia, relegando le assunzioni da queste graduatorie a una fase puramente residuale, si rende impossibile assicurare agli studenti lo stesso corpo docente”. I precari richiamano inoltre il problema della reiterazione dei contratti a tempo determinato e le contestazioni europee rivolte all'Italia, chiedendosi se il meccanismo prospettato possa davvero rappresentare una soluzione strutturale.
“Non basta prevedere che le GPS intervengano soltanto dopo l'esaurimento delle altre graduatorie per poter parlare di una soluzione strutturale al precariato”.
Nel comunicato non mancano critiche alle organizzazioni sindacali, alle quali viene chiesto un intervento più deciso in difesa del personale precario. “E i sindacati? Dove sono? Perché non intervengono? Non devono forse tutelare i lavoratori precari?” L'appello finale è rivolto ai parlamentari della maggioranza, affinché rivedano gli emendamenti e prevedano una distribuzione più equilibrata dei posti disponibili. “Invitiamo i membri della maggioranza a porre rimedio a tale obbrobrio, prevedendo misure che non penalizzino i precari storici ma li considerino almeno al pari di tutti gli altri aspiranti insegnanti che si vogliono assumere, concedendo loro le stesse opportunità attraverso un meccanismo che assegni i posti vacanti in maniera equa tra GM e GPS”. La presa di posizione si chiude con un avvertimento politico, legato alle future scelte elettorali degli insegnanti interessati. “Tra un anno si vota e, se i precari storici continueranno a essere ignorati, valuteranno attentamente come comportarsi alle urne per tutelare i propri legittimi interessi”.
di La Redazione
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