Fabio Volo: “Quello che è giusto per te sta arrivando”. Dopo una delusione, possiamo ancora essere felici?
La paura di restare delusi ci fa rinunciare anche a ciò che desideriamo. Poi qualcuno ci ascolta, un’occasione ci incuriosisce e torniamo a sperare...

“Quello che è giusto per te sta arrivando”. Lo scrittore Fabio Volo legge parole che parlano alla parte di noi che aspetta ancora qualcosa. Un incontro, un’occasione, un cambiamento che ci faccia tornare a pensare: ‘forse posso essere felice anch’io’. A volte, però, siamo così abituati alle delusioni da non riuscire più ad accogliere questa possibilità.
Qualcuno ci ha fatto sentire poco importanti e noi abbiamo iniziato a chiedere sempre meno, quasi per non disturbare. Anche a chi, oggi, potrebbe ascoltarci. Possiamo alzare gli occhi dopo giorni difficili e accorgerci che qualcuno ci è rimasto vicino. Una telefonata per sapere come stiamo, un invito che arriva quando ci eravamo ormai abituati a stare da soli. Le parole a cui Volo dà voce richiamano questa sensazione: “L’universo ti vede e si prende cura di te in modi che neanche immagini”. Non possiamo sapere che cosa arriverà, ma possiamo riconoscere quanto sia diventato difficile aspettarci qualcosa di buono. Persino quando succede, cerchiamo subito il particolare che confermerà i nostri timori.
“Sei esattamente dove devi essere e, in questo momento, il tuo unico compito è continuare a fare spazio, continuare a lasciare andare ciò che non ti serve più: le convinzioni limitanti, le vecchie storie, i bagagli pesanti che ti sei trascinato per anni”. Ci sono frasi che continuiamo a ripeterci per molto tempo. Non posso fidarmi. Non sono abbastanza. Alla mia età è tardi. A volte hanno persino la voce di chi ce le ha fatte credere.
Un vecchio rifiuto finisce per decidere se accetteremo un invito oggi. “Tutte cose che non devi portare con te nel prossimo capitolo”.
Lasciarle andare quelle convinzioni non è semplice. Possiamo sentire la mancanza di qualcuno e cercarlo ancora nelle persone che incontriamo. Oppure accorgerci che stiamo tornando a stare bene e provare un senso di colpa, come se una gioia nuova cancellasse ciò che abbiamo vissuto. Ma quella cena alla quale abbiamo finalmente voglia di andare non toglie valore a nessun ricordo. Riprendere gli studi, innamorarci, desiderare qualcosa per noi non significa aver dimenticato quanto è stato difficile arrivare fin qui.
Abbiamo già rinunciato a tanto mentre soffrivamo. Possiamo concederci di non rinunciare anche adesso.
Fabio Volo conclude con le seguenti parole: “Fai spazio per ciò che è destinato a te. Fai spazio per ciò che sta arrivando”. Possiamo cominciare da una risposta rimandata. Da quel corso di cui abbiamo conservato il programma. Dal dire a qualcuno che ci farebbe piacere rivederlo. Avremo ancora paura. Ma potremmo tornare a casa contenti di esserci andati, dopo aver passato il pomeriggio a cercare una scusa per restare.
Per te, lettore che ci segui, a che cosa hai rinunciato per paura di soffrire ancora? Che cosa ti ha aiutato a concederti una nuova possibilità? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontacelo nei commenti, anche in forma anonima. La tua esperienza può aiutare qualcuno che vorrebbe provarci, ma continua a rimandare.
di Katia Piemontese




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