Docenti e ATA, pensione anticipata a 60 anni? Il burnout entra nel confronto sul contratto
La salute del personale tra le priorità del rinnovo. Alle richieste di tutela si affianca la proposta Anief di lasciare il servizio a 60 anni…

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, Gilda e Anief affrontano, nelle rispettive posizioni, la tutela della salute e del benessere lavorativo del personale. Prevenzione del burnout, organizzazione degli impegni e diritto alla disconnessione sono aspetti del confronto sulla parte normativa del contratto scuola 2025-2027. A questo tema Anief collega una richiesta sostenuta da tempo: consentire il pensionamento a 60 anni attraverso il riconoscimento dell’usura professionale.
Il burnout nel confronto sul contratto
Il carico di lavoro comprende anche ciò che continua dopo la lezione: preparazione delle attività, correzioni, adempimenti, riunioni e gestione dei rapporti con le famiglie. Per gli ATA, il tema riguarda le condizioni nelle segreterie, nei laboratori e nei servizi scolastici, dove carenza di personale e responsabilità possono rendere più difficile sostenere gli impegni quotidiani.
Il collegamento con il rinnovo contrattuale era già stato espresso dal presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, che aveva dichiarato:
«Io stesso, ho chiesto il suo inserimento quale materia di contrattazione integrativa nella parte normativa del contratto collettivo nazionale di lavoro 2025-2027».
Il riferimento è al riconoscimento del burnout e alle tutele per chi lavora nella scuola.
La richiesta di pensionamento a 60 anni
Alla protezione durante il servizio, Anief affianca la richiesta di intervenire sull’uscita dal lavoro.
«Quello che servirebbe tantissimo – ha affermato Pacifico – è il riconoscimento del burnout per il personale scolastico, come malattia professionale, e l’apertura di una finestra per pensioni a 60 anni dovuta proprio al lavoro usurante che devono svolgere i nostri professionisti della formazione».
La posizione del sindacato tiene insieme tutele contrattuali e intervento legislativo sui requisiti pensionistici: riconoscere il peso della professione nell’organizzazione del lavoro e nelle possibilità di lasciare il servizio.
Il tempo per recuperare le energie
Uno dei punti concreti è la possibilità di recuperare dopo la giornata lavorativa. Comunicazioni continue e richieste fuori orario possono prolungare gli impegni anche una volta tornati a casa.
Su questo versante, nel resoconto contrattuale del 28 settembre, la Gilda ha chiesto limiti chiari alle comunicazioni fuori servizio, per rendere effettivo il diritto alla disconnessione, e compensi per la formazione svolta oltre i limiti contrattuali.
Per docenti e ATA, il valore delle prossime intese si misurerà anche nel tempo effettivamente richiesto, nelle responsabilità assegnate e negli strumenti disponibili quando il carico diventa difficile da sostenere. È su queste condizioni che il riconoscimento del burnout deve produrre risposte concrete.
Lettore che ci segui, docente o ATA, quanto pesa il lavoro sulle tue energie? Ritieni che servano maggiori tutele e la possibilità di andare prima in pensione?
Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontaci la tua esperienza.
di Leandro Castagna
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