Stipendi università, aumenti del salario accessorio e novità per i CEL: gli emendamenti al DL Scuola 170/2026
La FLC CGIL chiede al Senato di superare i tetti di spesa e valorizzare il personale universitario. Dal 2027 possibili incrementi dello stipendio base per i Collaboratori ed Esperti Linguistici.

Aumenti del salario accessorio per il personale universitario e nuove risorse per migliorare gli stipendi dei Collaboratori ed Esperti Linguistici (CEL). Sono questi i principali obiettivi degli emendamenti presentati al Senato durante l'iter di conversione del decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, sui quali la FLC CGIL chiede un sostegno trasversale alle forze politiche. Il sindacato, in un comunicato del 22 ottobre, rivendica il lavoro svolto per portare all'attenzione del Parlamento le difficoltà retributive del personale delle università statali e degli enti di ricerca.
“Grazie all’iniziativa della FLC CGIL e alle richieste avanzate con determinazione ai gruppi parlamentari, sono stati presentati in Senato emendamenti da noi elaborati che recepiscono le rivendicazioni sul salario accessorio e sulla valorizzazione dei Collaboratori ed Esperti Linguistici (CEL)”. Le proposte richiamate sono gli emendamenti 14.9, 14.10 e 14.12. I primi due intervengono sul trattamento economico accessorio, mentre il terzo riguarda specificamente i CEL.
Per il personale universitario, la modifica più significativa consisterebbe nella possibilità di incrementare la componente stabile dei fondi destinati al salario accessorio, superando i limiti previsti dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 75/2017. Una misura che, secondo il sindacato, permetterebbe di recuperare almeno una parte del potere d'acquisto perso negli ultimi anni.
“Negli ultimi anni l’inflazione ha ridotto in modo significativo il potere d’acquisto dei salari. Consentire l’aumento del salario accessorio, come già avvenuto in altri comparti del lavoro pubblico, contribuirebbe a sostenere concretamente le retribuzioni reali del personale universitario”.
La questione non riguarda soltanto gli stipendi. La FLC CGIL richiama anche le difficoltà degli atenei nel trattenere professionalità qualificate, soprattutto tra il personale amministrativo, tecnico e bibliotecario.
“L’inadeguatezza dei trattamenti economici incide inoltre sull’attrattività degli atenei e alimenta la fuoriuscita di personale amministrativo, tecnico e bibliotecario verso altre amministrazioni pubbliche o il settore privato, con una perdita di competenze che rischia di compromettere la qualità dei servizi”.
Un altro intervento riguarda i Collaboratori ed Esperti Linguistici, figure che svolgono un ruolo importante nell'insegnamento delle lingue e nei processi di internazionalizzazione delle università. Gli emendamenti 14.9 e 14.12 prevedono che, a partire dal 2027, le risorse già stanziate dall'articolo 11 della legge 20 novembre 2017, n. 167, vengano destinate specificamente alla valorizzazione professionale dei CEL attraverso la contrattazione collettiva nazionale del comparto Istruzione e Ricerca.
L'obiettivo è incrementare il trattamento economico tabellare, vale a dire la componente fissa dello stipendio. Il sindacato considera questo intervento necessario per affrontare una situazione retributiva che ritiene penalizzante per una categoria essenziale al funzionamento degli atenei. La FLC CGIL sottolinea infatti la necessità di utilizzare le risorse disponibili per migliorare concretamente le retribuzioni dei CEL, che da anni denunciano condizioni economiche e professionali difficili.
L'attenzione si sposta ora sulle Commissioni del Senato impegnate nell'esame del decreto. Gli aumenti e le modifiche proposte non sono ancora disposizioni approvate: la loro eventuale applicazione dipenderà dall'esito dell'iter parlamentare.
La FLC CGIL chiede quindi che gli emendamenti ricevano il sostegno anche delle forze di maggioranza. “Ci aspettiamo ora coerenza: anche le forze di maggioranza sostengano questi emendamenti in Aula, riconoscendo il lavoro di chi garantisce ogni giorno il funzionamento della ricerca e della didattica nel nostro Paese”. L'appello è rivolto a tutti i gruppi parlamentari, affinché il confronto sulla conversione del decreto possa tradursi in misure concrete per il personale universitario. “Garantire salari dignitosi, sbloccare la contrattazione integrativa e valorizzare le professionalità dell’università non è una concessione, ma una scelta necessaria per il futuro della formazione superiore e della ricerca scientifica in Italia”. Il sindacato annuncia infine che continuerà a seguire l'iter di conversione del DL 170/2026, verificando l'esito delle proposte presentate.
di La Redazione
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