Rinnovo contratto scuola, i sindacati chiedono al Governo risorse straordinarie e un incontro urgente per tutelare le retribuzioni
La UIL Scuola e le altre organizzazioni sindacali hanno scritto ai ministri Valditara e Bernini chiedendo risorse aggiuntive per il rinnovo...

Gli aumenti previsti dal rinnovo contrattuale non sono sufficienti a recuperare il potere d'acquisto perso negli ultimi anni. È questa la posizione espressa dalla UIL Scuola e dalle altre organizzazioni sindacali, che hanno inviato una lettera ai ministri Giuseppe Valditara e Anna Maria Bernini per chiedere ulteriori risorse economiche destinate al personale del comparto Istruzione e Ricerca. La richiesta arriva in vista della prossima Legge di Bilancio e punta a ottenere finanziamenti straordinari per contrastare gli effetti dell'inflazione e ridurre le differenze retributive rispetto ad altri settori della Pubblica Amministrazione.
“Le retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori continuano a subire la progressiva erosione del potere d’acquisto, causata dal prolungato impatto dell’inflazione e dall’aumento vertiginoso del costo della vita e dei beni di prima necessità”.
Nella lettera, i sindacati richiamano la sottoscrizione dell'ipotesi di contratto collettivo nazionale 2025-2027 per la parte economica, avvenuta il 1° aprile 2026. Una firma che, precisano, ha rappresentato un primo risultato, senza tuttavia risolvere la questione salariale. “In occasione della sottoscrizione dell’ipotesi di CCNL 2025-2027 per la parte economica, avvenuta il 1° aprile 2026, le scriventi sigle sindacali hanno evidenziato, con apposita dichiarazione allegata, come tale firma rappresentasse un primo indispensabile riconoscimento dei benefici economici, ma che il negoziato relativo al triennio 2025-2027 non risolvesse in modo esaustivo una questione retributiva su cui prevedere un ulteriore indispensabile investimento di risorse”. Il problema, secondo le organizzazioni sindacali, è che gli incrementi contrattuali devono essere valutati alla luce dell'effettivo aumento dei prezzi. Il recupero salariale resta quindi una priorità anche dopo l'intesa economica raggiunta.
A sostegno della richiesta, i sindacati richiamano le più recenti rilevazioni Istat sull'inflazione e sul costo della vita. “Dopo le ultime certificazioni Istat su inflazione e costo della vita, ribadiamo con fermezza come sia indispensabile porre condizioni che consentano una piena tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni rispetto all’inflazione reale”. Da qui la necessità di proseguire il confronto con il Governo, individuando ulteriori stanziamenti da destinare alla contrattazione nazionale.
“È pertanto indispensabile che il confronto prosegua per l’individuazione di risorse aggiuntive da destinare alla contrattazione collettiva nazionale”. La questione riguarda anche il divario economico tra i lavoratori della scuola, dell'università e della ricerca e quelli impiegati in altre amministrazioni pubbliche. Una differenza che i sindacati chiedono di affrontare attraverso investimenti specifici, tenendo conto anche del confronto con le retribuzioni europee.
La prossima Legge di Bilancio viene indicata come un'occasione per destinare nuove risorse al comparto. “Alla luce di quanto sopra e in vista della predisposizione della prossima Legge di Bilancio, le scriventi Organizzazioni Sindacali rivolgono un formale appello al Governo affinché vengano disposti finanziamenti straordinari dedicati al comparto contrattuale Istruzione e Ricerca anche per colmare il divario retributivo esistente, a parità di titolo di studio, con i lavoratori delle altre AA.PP. e di altri Paesi europei”.
Non si tratta, dunque, di aumenti già stanziati o di nuove somme in pagamento, ma di una richiesta formale di finanziamenti aggiuntivi che dovrà trovare eventualmente risposta nelle scelte del Governo e nel successivo confronto contrattuale. La lettera si conclude con la richiesta di aprire rapidamente un tavolo di discussione con i due Ministeri. “Chiediamo, pertanto, la convocazione urgente di uno specifico incontro al fine di individuare obiettivi e risorse adeguate per garantire la piena valorizzazione del personale e l’effettivo recupero del potere d’acquisto dei salari”.
di La Redazione
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