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Sicurezza scolastica, il CNDDU chiede un piano nazionale dopo i sequestri di storditore e manganello a Imola

1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

La richiesta a Valditara riguarda finanziamenti, procedure d’intervento e collaborazione con i servizi territoriali. Il Coordinamento solleva anche il problema di come...

Finanziamenti dedicati alla prevenzione e procedure condivise per affrontare le situazioni di pericolo nelle scuole. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani chiede al ministro Giuseppe Valditara un programma nazionale per la sicurezza scolastica, intervenendo dopo i sequestri di uno storditore elettrico e di un manganello telescopico a Imola.


Per il Coordinamento, la risposta deve partire anche dalle modalità con cui i minorenni si procurano questi strumenti. Il comunicato sollecita il coinvolgimento delle famiglie e una maggiore attenzione alla loro circolazione:

"Resta tuttavia una questione di particolare rilevanza: come possono strumenti capaci di provocare lesioni entrare nella disponibilità di ragazzi minorenni? Non è sufficiente ricondurre comportamenti di tale natura a generiche manifestazioni di disagio adolescenziale. Le difficoltà personali e sociali richiedono attenzione, ma non possono determinare una sottovalutazione delle condotte pericolose".


Il ruolo del personale e le precisazioni degli istituti

I due episodi, avvenuti il 21 ottobre, hanno portato alla denuncia di tre minorenni. Le successive precisazioni degli istituti hanno chiarito circostanze differenti: al Ciofs una docente ha individuato il dispositivo durante l’intervallo, consentendo al personale di intervenire e coinvolgere famiglie e carabinieri; nei pressi dell’Ipia, invece, il controllo è avvenuto su suolo pubblico e il ragazzo fermato, secondo il dirigente, non risulterebbe iscritto alla scuola.

Il CNDDU riconosce quindi la tempestività dell’intervento scolastico. Proprio il ruolo avuto dal personale porta però il Coordinamento a chiedere quali strumenti organizzativi siano disponibili quando viene individuato un pericolo:

"Ai docenti viene richiesto di riconoscere situazioni critiche, tutelare gli studenti e contribuire alla gestione delle emergenze, senza che tali responsabilità siano sempre accompagnate da procedure operative adeguate e da un efficace coordinamento con i servizi territoriali e le autorità competenti. La sicurezza non può dipendere esclusivamente dalla prontezza individuale del personale, ma deve essere sostenuta da misure strutturali e risorse specificamente destinate alla prevenzione".


La richiesta al Ministero

Il programma proposto dovrebbe affiancare alle procedure d’intervento strumenti di monitoraggio delle situazioni più critiche e una collaborazione stabile con famiglie, servizi territoriali e autorità. La richiesta comprende finanziamenti dedicati e tempi definiti di attuazione.

L’attenzione del Coordinamento si sposta così dalla scoperta dei singoli oggetti alle condizioni che ne hanno consentito la presenza tra gli adolescenti. È su questo passaggio che il comunicato conclude l’appello a Valditara:

"La sicurezza delle comunità scolastiche non può essere affidata alla sola capacità di individuare tempestivamente un pericolo: deve fondarsi su un sistema di prevenzione in grado di ridurre le condizioni che lo rendono possibile. La credibilità dell’azione ministeriale si misurerà sulla capacità di intervenire prima che episodi analoghi producano conseguenze ben più gravi".

di La Redazione



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