Bukowski: "Nessuno può salvarti se non te stesso, e vale la pena di salvarti". La grandezza di una persona è anche nella capacità di ricominciare
Ci sono strade che non osiamo prendere e altre che, a un certo punto, non sentiamo più nostre. Le parole di Bukowski invitano a trovare il coraggio di scegliere…

"Nessuno può salvarti se non te stesso, e vale la pena di salvarti". Con queste parole lo scrittore e poeta Charles Bukowski, nella poesia Nobody But You, ci mette davanti a una responsabilità che riguarda la vita di ciascuno. In una società nella quale efficienza e risultati sembrano misurare il valore di ogni scelta, anche le nuove generazioni possono finire per cercare sicurezza, comodità, risposte immediate.
Si vorrebbe conoscere già l’esito di un tentativo, raggiungere un traguardo senza attraversare la fatica. Ma quante possibilità si perdono aspettando quella certezza? Un ragazzo ha davanti a sé persone da incontrare, luoghi da scoprire. Ha bisogno di dare spazio alla propria ambizione, al talento, alla curiosità di conoscere ciò che ancora non sa. Bukowski conosce la difficoltà di questa battaglia: "È una guerra non facile da vincere, ma se c’è qualcosa per cui vale la pena vincere, è proprio questa". Sono parole che possono parlare a un ragazzo quando il risultato non arriva subito e a un adulto che lo guarda faticare.
Perché una delusione fa male, soprattutto quando in quel tentativo si erano riposte speranze. Si può avere voglia di fermarsi, pensare di non essere abbastanza, desiderare che qualcuno trovi una soluzione al posto nostro. È in quel momento che la presenza di un genitore o di un insegnante conta. Non per cancellare la delusione, ma per aiutare il ragazzo a non confonderla con il proprio valore.
Un tentativo andato male è una parte del suo percorso: non dice tutto di lui, né può decidere ciò che riuscirà a fare domani. Accompagnarlo significa anche restare accanto alla sua fatica. Lasciargli il tempo di provare, ascoltarlo quando torna deluso e continuare a credere in lui mentre cerca il modo di ripartire. Non sempre un ragazzo ha bisogno che qualcuno gli risolva il problema. A volte ha bisogno di sentirsi dire: "Sono qui, proviamo a capire come andare avanti". Nella poesia, Bukowski affida a chi legge un altro invito: "Mantieni la calma e la grazia e, infine, se necessario, scommetti te stesso mentre lotti, al diavolo le probabilità, al diavolo il prezzo".
Scommettere su se stessi richiede pazienza e anche un po’ di cocciutaggine. Significa imparare dalla fatica, lasciarsi cambiare dagli incontri e trovare, dopo un errore, il desiderio di tentare ancora. Ma può voler dire anche fermarsi e riconoscere che la direzione intrapresa non è quella che sentiamo nostra. Un percorso può aver richiesto impegno, tempo, rinunce; accorgersi che non ci somiglia non rende inutili quegli sforzi. Cambiare strada richiede coraggio: quello di ascoltarsi e di scegliere ancora, portando con sé ciò che si è imparato. La grandezza di una persona non si vede soltanto in ciò che riesce a costruire, ma anche nella capacità di ricominciare, di rialzarsi dopo ogni caduta.
E tu, lettore che ci segui, c’è stata una difficoltà che ti ha fatto scoprire una forza che non sapevi di avere? Ti è mai capitato di cambiare strada perché quella che stavi percorrendo non la sentivi più tua?
Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Il tuo racconto può incoraggiare un giovane che oggi sta cercando la propria direzione.
di Eugenio Piemontese




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