Dirigenti scolastici, fino a 8mila euro di differenza nei compensi: il CNDDU chiede 30 milioni annui per ridurre il divario
La proposta punta a rafforzare la quota comune della retribuzione e ad aumentare gli importi più bassi, mantenendo una parte legata alla...

Almeno 30 milioni di euro aggiuntivi ogni anno per ridurre le differenze retributive tra i dirigenti scolastici, senza abbassare gli importi già riconosciuti. È la proposta che il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge al ministro Giuseppe Valditara, chiedendo di rivedere il peso attribuito alle diverse condizioni di lavoro.
Il Coordinamento richiama un divario che può raggiungere circa 8.000 euro annui nella parte variabile della retribuzione di posizione e contesta la proporzione tra queste differenze e le responsabilità effettivamente esercitate:
"La dimensione di un’istituzione scolastica non coincide necessariamente con la difficoltà della sua gestione. Un dirigente assegnato a un istituto con pochi studenti conserva rilevanti responsabilità amministrative, contabili, organizzative e di sicurezza. In territori caratterizzati da dispersione dei plessi, carenze di personale e problematiche sociali, il carico gestionale può risultare particolarmente gravoso anche in realtà scolastiche numericamente contenute".
Come vengono classificate le scuole
La parte variabile della retribuzione di posizione è collegata alla fascia di complessità dell’istituto diretto. La classificazione considera dimensioni, caratteristiche organizzative e contesto socioeconomico, attraverso parametri che comprendono alunni, personale, plessi e indirizzi di studio. Per il 2026/27, il decreto ministeriale n. 1378 del 26 giugno 2026 conferma tre fasce: A, B e C.
Su questo meccanismo interviene il CNDDU, che propone di rafforzare la componente economica comune a tutti i dirigenti, mantenendo una quota differenziata sulla base di condizioni documentate e sottoposte a verifiche periodiche.
Risorse aggiuntive per aumentare gli importi più bassi
Il finanziamento richiesto sarebbe destinato al Fondo unico nazionale, che sostiene le retribuzioni di posizione e di risultato, dando priorità al riequilibrio della retribuzione di posizione. Prima di definire gli aumenti, il Coordinamento chiede una ricognizione nazionale degli importi percepiti e una simulazione dei costi:
"L’adeguatezza dell’importo dovrà essere verificata attraverso una ricognizione nazionale dei trattamenti economici e una simulazione dei relativi costi. L’obiettivo è incrementare progressivamente le posizioni meno valorizzate, senza ridurre i trattamenti già riconosciuti. Una riforma perequativa non può essere finanziata attraverso una competizione economica tra dirigenti appartenenti alla medesima categoria professionale".
Alla revisione dei compensi il CNDDU affianca la richiesta di assistenza giuridica, personale amministrativo adeguato e procedure più chiare nell’individuazione delle responsabilità, soprattutto quando le difficoltà dipendono da carenze organizzative.
La richiesta a Valditara riguarda quindi sia le risorse sia i criteri con cui vengono distribuite:
"Non è sufficiente perfezionare i parametri con cui vengono classificate le istituzioni scolastiche se non si interviene sul riconoscimento economico delle responsabilità dirigenziali. Al ministro Valditara si chiede un impegno concreto, sostenuto da una quantificazione finanziaria verificabile: perché un sistema che distingue economicamente i dirigenti deve anche essere in grado di dimostrare, con elementi oggettivi, che le differenze riconosciute corrispondano realmente alla diversa complessità degli incarichi".
di La Redazione
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