Malattie infettive, l’Hantavirus entra nell’elenco nazionale: come funzionano le segnalazioni e i controlli sanitari
Pubblicato il decreto che aggiorna la sorveglianza. Il sistema raccoglie anche le segnalazioni di infezioni frequenti nelle comunità scolastiche, come...

L’infezione da Hantavirus entra nell’elenco nazionale delle malattie infettive sottoposte a sorveglianza. La novità è contenuta nel decreto del Ministero della Salute del 7 agosto 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 ottobre, data dalla quale il provvedimento acquista efficacia.
L’aggiornamento riguarda il sistema PREMAL, attraverso il quale le autorità sanitarie raccolgono e condividono le informazioni sui casi segnalati. L’obiettivo è riconoscere tempestivamente le situazioni che richiedono indagini epidemiologiche e interventi per contenere i contagi.
Perché è stato inserito l’Hantavirus
Il decreto richiama gli eventi sanitari internazionali del 2026 legati al virus Andes, compreso il focolaio sulla nave da crociera MV Hondius. L’infezione era già seguita dalla rete europea di sorveglianza e segnalata al Ministero attraverso procedure straordinarie, ma mancava una scheda dedicata nel PREMAL.
L’inserimento nell’elenco serve quindi a rendere più uniforme la raccolta dei dati e il loro scambio tra ASL, Regioni e Ministero, anche per le comunicazioni agli organismi internazionali.
Gli hantavirus sono trasmessi principalmente dai roditori, attraverso il contatto con escreti infetti o l’inalazione di particelle contaminate. La trasmissione tra persone è rara ed è stata documentata per il virus Andes, soprattutto in presenza di contatti stretti e prolungati. Tra le misure preventive indicate dal Ministero figurano la riduzione del contatto con roditori e loro escreti e precauzioni nella pulizia degli ambienti contaminati, evitando di sollevare polvere a secco.
Dalla visita medica alla segnalazione sanitaria
Nell’elenco aggiornato compaiono anche morbillo, rosolia, varicella, pertosse, scarlattina e influenza, insieme a numerose altre infezioni. Sono malattie con caratteristiche diverse, per le quali la sorveglianza consente di individuare casi collegati e possibili focolai.
Il percorso di segnalazione parte dal medico che rileva un caso sospetto o accertato, compresi pediatri, medici di famiglia, ospedalieri e professionisti privati. La comunicazione raggiunge il servizio sanitario territorialmente competente, che verifica le informazioni e cura l’inserimento nel sistema.
Le regole del PREMAL distinguono i tempi in base all’urgenza: per le malattie che generano allerta il medico segnala il sospetto entro dodici ore e l’ASL alimenta il sistema entro ventiquattro ore. Per le altre, sono previsti rispettivamente quarantotto ore e sette giorni.
Per le comunità scolastiche, il valore di questo flusso sta nella possibilità di attivare rapidamente la valutazione sanitaria quando emergono casi collegati. Le informazioni raccolte permettono ai servizi competenti di ricostruire le esposizioni e stabilire quali interventi siano necessari, in relazione alla malattia e alla situazione riscontrata.
di Leandro Castagna
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