Docenti fuori sede, il CNDDU propone un’indennità fino a 700 euro netti al mese per affitti e viaggi
La richiesta riguarda insegnanti di ruolo e precari: fino a 500 euro mensili, elevabili nei casi più onerosi, considerando spese documentate, distanza dalla...

Un’indennità per sostenere le spese dei docenti che lavorano lontano da casa, accompagnata da aiuti per il trasferimento e maggiori possibilità di ricongiungimento familiare. È la proposta che il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge al ministro Giuseppe Valditara, chiedendo un intervento insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il Coordinamento sollecita:
"Un’indennità strutturale e progressiva fino a 500 euro netti mensili, elevabile a 700 euro nelle situazioni di maggiore esposizione economica, sulla base di spese documentate, distanza dalla residenza e parametri territoriali verificabili".
Quanto pesano alloggio e spostamenti
Per illustrare il problema, il CNDDU propone una simulazione su uno stipendio netto indicativo di 1.600 euro mensili. Con un affitto tra 700 e 800 euro, 200 euro per l’alimentazione, 150 per utenze e condominio e almeno 100 per i collegamenti con la famiglia, le uscite raggiungono 1.150–1.250 euro.
Rimarrebbero 350–450 euro, prima delle spese sanitarie, degli acquisti professionali e degli imprevisti. Il calcolo non comprende l’eventuale abitazione da mantenere nel territorio di provenienza, le spese per i figli e i costi iniziali del trasferimento.
La pressione degli affitti emerge anche dall’indagine di Immobiliare.it Insights pubblicata ad agosto 2026: per una stanza singola i canoni medi richiesti raggiungono 704 euro a Milano, 627 a Firenze e 615 a Roma. Il rapporto registra un calo medio nazionale dei prezzi del 6,2%, ma conferma differenze marcate tra le città.
Per il Coordinamento, i rinnovi contrattuali non risolvono il problema delle spese aggiuntive sostenute da chi deve mantenere una sistemazione lontano dalla propria residenza. Le difficoltà assumono inoltre forme diverse secondo la durata e la stabilità dell’incarico:
"La criticità assume caratteristiche particolarmente gravi per il personale precario, chiamato ad anticipare affitti, cauzioni e trasferimenti senza certezze sulla successiva sede di servizio. Per i docenti di ruolo, invece, la permanenza prolungata lontano dalla famiglia può trasformare una difficoltà inizialmente temporanea in una condizione di impoverimento progressivo.
In entrambi i casi, l’accettazione o il mantenimento di un incarico rischiano di dipendere dalla disponibilità di risorse economiche personali e familiari, anziché esclusivamente dalle competenze professionali".
L’indennità insieme alle misure per il rientro
La proposta sviluppa le precedenti richieste del CNDDU, tra cui il contributo straordinario di sede fino a 400 euro mensili. Per definirne l’applicazione, il Coordinamento chiede una ricognizione dei beneficiari, la quantificazione dei costi e coperture finanziarie pluriennali.
Al sostegno mensile dovrebbero affiancarsi contributi per affrontare le prime spese del trasferimento e strumenti più efficaci per riavvicinarsi alla famiglia. Il CNDDU lega espressamente i due interventi:
"Parallelamente, occorre rafforzare le misure per il riavvicinamento familiare e prevedere sostegni alle spese iniziali di trasferimento. L’indennità non deve diventare il prezzo della separazione permanente dalla propria famiglia, ma contribuire a rendere economicamente sostenibile una condizione lavorativa che le politiche di mobilità dovrebbero progressivamente ridurre".
di La Redazione
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