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PROGETTO "PIANO CASA’’ PER I DOCENTI FUORI SEDE, PER DARE DIGNITÀ ALLA FIGURA DELL'INSEGNANTE"

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, lancia il progetto “Piano Casa’’ rivolto ai docenti fuori sede che vivono in luoghi dove il costo della vita è troppo caro


PIANO CASA

Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, lancia il “Piano casa’’, un progetto che consiste nel trovare alloggi ai docenti fuori sede che vivono in luoghi dove il costo della vita è davvero alto, ma soprattutto dare dignità alla figura del docente.


Qual è la finalità del Piano casa per i docenti ?


“Dare dignità e decoro alla figura dell’insegnante” anche attraverso “il progetto di un ‘piano casa’ per i docenti”: la dichiarazione è del ministero dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e secondo Anief merita attenzione. Il giovane sindacato reputa positiva la volontà del ministro di volere “ragionare, d’intesa con le Regioni, per trovare alloggi a quei docenti che vivono in luoghi dove il costo della vita è particolarmente elevato. Anche questo significa dare dignità e decoro alla figura dell’insegnante”.


“Qualsiasi iniziativa che comporti un sostegno ai docenti fuori sede non può essere che bene considerata, quindi ben venga il ‘piano casa’ annunciato dal ministro, soprattutto se si traduce in appartamenti messi a disposizione dei docenti e del personale Ata assunto a centinaia di chilometri dalla residenza: affrontare dei costi e affitti ridotti o in parte sostenuti dallo Stato per il quale si lavora sarebbe importantissimo. L’aiuto economico, però, secondo Anief dovrebbe essere previsto per tutti i fuori sede, certamente anche prevedendo una maggiorazione per coloro che vivono in contesti territoriali dove la vita è particolarmente cara”, ha affermato il Presidente Anief, Marcello Pacifico.

“Quello che serve a questi dipendenti fuori sede, sempre per elevare la loro dignità, è un incentivo di carattere economico: una indennità di trasferta, proporzionata alla distanza dalla scuola dove si lavora rispetto a dove vive il lavoratore. Perché la lontananza dalla propria terra e dai propri affetti ha un costo, umano e pratico, di cui l’amministrazione della scuola deve tenere conto. Come pure va preso in considerazione l’aspetto delle difficoltà territoriali: lavorare in aree dove la dispersione è altissima, l’utenza è difficile, il raggiungimento dei plessi è difficoltoso (si pensi alle aree montane o alle isole), non può non incidere sullo stipendio. È bene che l’Aran prenda coscienza di tutto questo e si convinca ad accettare la nostra proposta, collocandola all’interno del nuovo contratto collettivo di lavoro, dopo avere appurato le coperture economiche attraverso gli organismi competenti”, conclude Pacifico.



di LA REDAZIONE


contatti: redazione@ascuolaoggi.it - info@ascuolaoggi.it


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