Esame di terza media 2026: la guida completa al voto finale, alle prove e ai requisiti
- La Redazione

- 2 ore fa
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Dalla certificazione delle competenze all'orale multidisciplinare, passando per le tre prove scritte. Ecco le regole del Ministero...

Alla conclusione del primo ciclo di istruzione, gli studenti che superano l’esame di Stato ricevono anche la certificazione delle competenze. Si tratta di un documento ufficiale che descrive il livello raggiunto nell’utilizzo di conoscenze e abilità acquisite durante il percorso scolastico, mettendo in evidenza la capacità di affrontare situazioni e problemi anche complessi.
Il momento della verità arriva tra la fine delle lezioni e la conclusione ufficiale dell'anno scolastico. È in quel periodo che l’insegnante deve dimostrare davanti a una commissione di saper applicare nella pratica le proprie conoscenze teoriche. A decidere è il Comitato di valutazione, che ascolta il professore, analizza il lavoro fatto insieme al docente tutor e legge la relazione del dirigente scolastico. Alla fine del colloquio, il Comitato esprime un parere. Questo giudizio è obbligatorio, ma non vincolante per il preside. Infatti egli può decidere di non seguire il giudizio, purché metta per iscritto i motivi della sua scelta. C’è però una regola rigida: se il test finale va male, l'insegnante non viene confermato in ruolo ed è costretto a ripetere l'intero anno di prova.
La certificazione comprende inoltre una sezione predisposta dall’INVALSI, nella quale sono indicati i risultati conseguiti nelle prove nazionali di italiano, matematica e inglese. Ma come viene determinato il voto finale dell’Esame di Stato 2026? Il punteggio conclusivo nasce dalla combinazione del voto di ammissione, attribuito in decimi dal consiglio di classe sulla base dell’intero percorso del triennio, e dei risultati ottenuti nelle tre prove scritte e nel colloquio orale. Più precisamente, si calcola la media tra il voto di ammissione e la media delle quattro prove d’esame. Se il risultato presenta una frazione pari o superiore a 0,5, questa viene arrotondata al numero intero successivo. Per superare l’esame è necessario ottenere almeno 6/10, mentre il punteggio massimo è 10/10; la commissione può inoltre assegnare la lode qualora la decisione sia presa all’unanimità.
L’ultima fase dell’esame è rappresentata dal colloquio orale, che si svolge davanti a una commissione composta esclusivamente dai docenti interni. Durante la prova viene valutata anche la capacità dello studente di collegare in modo organico le diverse discipline. In molti casi il colloquio prende avvio da una tesina o da un elaborato scelto dal candidato, per poi estendersi a materie come storia, scienze, arte e musica, senza tralasciare gli argomenti di educazione civica. Prima dell’orale, gli studenti affrontano tre prove scritte: quella di italiano, con tracce di diversa tipologia, quella di matematica, dedicata anche agli aspetti logico-computazionali, e una prova unificata relativa all’inglese e alla seconda lingua straniera studiata.
La normativa prevede particolari misure di tutela per gli studenti con disabilità certificata e per quelli con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Le modalità di svolgimento dell’esame vengono infatti adattate in base al Piano educativo individualizzato o al Piano didattico personalizzato, attraverso prove differenziate, strumenti compensativi o eventuali misure di dispensa. Nei casi previsti, le prove scritte di lingua straniera possono essere sostituite da un colloquio orale oppure essere oggetto di esonero, mentre agli studenti che non partecipano all’esame può essere rilasciato un attestato di credito formativo valido per la prosecuzione degli studi. Per poter accedere all’esame è necessario aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore annuale previsto, aver partecipato alle prove INVALSI e avere riportato un voto di comportamento non inferiore a 6/10. Il consiglio di classe conserva comunque un margine di valutazione nel decidere l’ammissione degli studenti che presentano insufficienze in una o più discipline e, nei casi ritenuti più gravi, può deliberarne la non ammissione. Per i candidati esterni, invece, la richiesta di partecipazione deve essere presentata entro il 20 marzo.
di Leandro Castagna




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