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Bullismo a scuola, sgambetto filmato in palestra: il Ministero condannato al risarcimento per danni permanenti

Lo sgambetto organizzato durante l’ora di educazione fisica doveva finire in un video da pubblicare online. Dopo anni arriva la sentenza sul caso di bullismo avvenuto in...

Tutto ha avuto inizio nel novembre del 2007, all'interno della palestra di un istituto superiore di Foligno. La vittima, all'epoca un ragazzo di quindici anni, ha subìto un atto di bullismo da parte di alcuni compagni di classe durante l'orario di lezione. L'intento del gruppo era quello di fargli uno sgambetto, farlo cadere a terra e riprendere l'intera scena con un telefono cellulare, con il chiaro scopo di diffondere poi il video su internet.


Una violenza che ha avuto pesanti conseguenze fisiche: la caduta ha provocato al giovane un trauma cranico con amnesia e un'invalidità permanente valutata al 3%.

Dalle indagini è emerso un quadro di disattenzione da parte del personale scolastico preposto alla sorveglianza. Uno degli insegnanti di educazione fisica aveva infatti permesso a due giovani di rientrare in palestra dagli spogliatoi con una scusa, senza verificarne in alcun modo le reali intenzioni. Nel frattempo, la collega presente in sala dava le spalle alla classe perché intenta a compilare il registro.


Una distrazione rivelatasi fatale, aggravata dal fatto che, poco prima di colpire la vittima, i responsabili avevano tentato lo stesso identico sgarbo ai danni di un altro compagno, fallendo nel tentativo. C'era dunque stato tutto il tempo necessario affinché gli adulti presenti si accorgessero della situazione.

A quattordici anni di distanza da quel giorno, divenuto ormai maggiorenne, il ragazzo ferito ha deciso di portare il Ministero dell'Istruzione in tribunale. L'istituto, all'epoca dei fatti, si era limitato a comminare un paio di sospensioni, ma non aveva mai risposto alle successive richieste di risarcimento avanzate dalla famiglia.


Durante il processo, il Ministero ha tentato di difendersi sostenendo che l'azione legale andasse rivolta direttamente alla scuola, chiamando in causa la propria compagnia assicurativa (che a sua volta ha cercato di tirarsi fuori dalla vertenza).

Tuttavia, con la recente sentenza numero 1147/2025, il Tribunale di Perugia ha respinto ogni scappatoia. Pur ridimensionando notevolmente le richieste economiche iniziali del giovane, i giudici hanno liquidato un risarcimento di oltre seimila euro per i danni subiti, a cui si sommeranno gli interessi maturati dal giorno della caduta. A saldare il conto, che comprende anche più di cinquemila euro di spese processuali, sarà la compagnia assicurativa, in virtù delle coperture contrattuali stipulate a tutela del personale della scuola.

di Leandro Castagna




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